BRESCIA
Un po' defilata e zitta zitta, la bresciana Fap Energy è diventata in qualche anno una sorta di colosso del fotovoltaico italiano. Basti un dato preliminare per dare la dimensione di quanta energia producono gli impianti Fap. Brescia, lo si ricorda nel grafico in alto, è fra la province più "solari" d'Italia con una potenza installata di poco superiore ai 30 MW. Ebbene: gli impianti della Fap Energy ne producono per quasi 9 MW. C'è una differenza preliminare: che mentre i 30 MW prodotti nel bresciano sono il risultato di circa 3.200 impianti (per gran piccoli), la produzione della Fap è concentrata in 8 maxi-impianti, solo uno dei quali nel Bresciano, a Bassano. Perché questo è l'ambito d'intervento della Fap: grandi impianti su grandi superfici di capannoni, centri di logistica in primis. Il grafico qui accanto sintetizza la localizzazione degli impianti: sette sono funzionanti, l'ottavo (Pognano2, nella Bergamasca) verrà "acceso" ad ottobre. Nel complesso, gli impianti della Fap Energy coprono quasi 250mila metri quadri di tetti e sin qui hanno comportato un investimento di 40 milioni di euro.
Con il Mediocredito Italiano
Ma la crescita - dice Faustino Ferrari, che con Matteo Arcese costituisce il Cda della società - non è finita. Nel futuro prossimo è prevista la messa in funzione di impianti per ulteriori 5,5 MW nel Milanese, in provincia di Roma e nel Bolognese. Per questi cantieri i lavori prenderanno avvio entro la fine del 2010 con l'avvio operativo nel 2011. Entro fine 2011, per tirare un primo consuntivo, Fap Energy produrrà energia per circa 14 MW con un investimento complessivo di 60 milioni. A sostegno dei primi 40 milioni di investimenti, la Fap Energy ha ottenuto un importante sostegno dalle banche.
Nelle settimane scorse, il Mediocredito Italiano del gruppo Intesa SanPaolo ha deliberato la concessione di un finanziamento di 27 milioni di euro: 24 milioni sono già stati erogati, i restanti 3 lo saranno non appena entrerà in funzione l'impianto di Pognano-2. Interessanti le condizioni. Alla sottoscrizione dell'atto di finanziamento (il Mediocredito era rappresentato da Ermanno Bonazza e Leonardo Bernardoni, la Fap Energy dallo stesso Faustino Ferrari) si è concordato un tasso di interesse pari all'Euribor a 3 mesi maggiorato dell'1,45% per il mutuo con durata 13 anni.
I lastrici solari come asset
L'ipoteca per il finanziamento è stata messa sui lastrici solari. E questa è una curiosità che va spiegata perché dice anche di come si è strutturata la società. La Fap Energy è controllata dalla Fap Investiments, società quest'ultima controllata dalle stesse famiglie Ferrari ed Arcese. I trentini Arcese sono quelli che controllano la società omonima di trasporti e di logistica. E quindi: Fap Investiments realizza centri di logistica (oggi ha in proprietà, fra le altre, mezzo milione di metri quadri di strutture) e poi cede i lastrici solari (quindi i tetti di questi capannoni) alla Fap Energy che vi installa i pannelli. I lastrici solari, con i pannelli relativi, diventano quindi un patrimonio pienamente disponibile per la società che li può utilizzare, come in questo caso, anche come elemento di garanzia da offrire alle banche.
Due conti con la penna
Il business, evidentemente, è di quelli interessanti. Anzi: sulla base di quanto da tempo si scrive, ma soprattutto sulla base delle stime previste dalla Fap Energy, questo si conferma un settore redditizio come pochi.
I conti, la Fap Energy li mette in ordine in bella evidenza e danno la cifra della qualità dell'investimento. Nella media, gli impianti sin qui installati danno una resa che sfiora l'11%: è un ritorno dell'investimento che ha pochi riscontri considerando il meccanismo di rimborso del Gse che mantiene il contributo fisso per vent'anni.
Certo, adesso gli incentivi subiranno un taglio. Ieri, il sottosegretario Saglia e il direttore del Gse hanno delineato i possibili prossimi interventi. Quel che si delinea è - suppergiù - un taglio del 18-20%, probabilmente più sul 18% che sul 20%. Le imprese non dovrebbero trovare insormontabile il taglio. Una considerazione serenamente accettata dice che «anche con -18» il ritorno economico del fotovoltaico dovrebbe restare più che appetibile visto che i prezzi della materia prima (cioè i pannelli) ad oggi registrano un calo più o meno corrispondente al minore incentivo che verrà ufficializzato nelle settimane prossime. Il punto è questo: avere quanto prima il nuovo quadro di riferimento.
Gianni Bonfadini
g.bonfadini@giornaledibrescia.it
Fap Energy, 40 milioni sul fotovoltaico
La società guidata da Faustino Ferrari ha impianti su 237mila mq di tetti e sfiora i 9 MW di potenza.

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