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nuova sentenza

Scommessopoli, nessuno sconto per Conte

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conte
Ore: 12:55 | mercoledì, 22 agosto 2012

Nessuno sconto ad Antonio Conte, confermati i proscioglimenti di Pepe, Bonucci e Di Vaio, sì alla richiesta del Grosseto che resta dunque in serie B.
L’appello del processo calcioscommesse non riscrive il primo grado, se non in pochi casi. L’organo presieduto da Gerardo Mastrandrea ha di fatto respinto quasi tutti gli appelli presentati, a cominciare da quello del tesserato più famoso: Antonio Conte. L’allenatore della Juventus, dopo la sentenza della Disciplinare, aveva ingaggiato una «top player» del foro come l’avvocato Giulia Bongiorno per ridurre la squalifica di 10 mesi, ma così non è stato. Il tecnico dei campioni d’Italia, ed ex Siena, dovrà rivolgersi al Tnas con una sola consolazione: la Corte ha cancellato l’omessa denuncia per la presunta combine di Novara-Siena, mantenendo soltanto quella per AlbinoLeffe-Siena.
È andata meglio al suo vice, Angelo Alessio, a cui i giudici hanno concesso uno sconto di due mesi allo stop deciso dalla Disciplinare (passa da 8 a 6 mesi). Sorridono anche gli altri bianconeri Leonardo Bonucci (la richiesta era di 3 anni e 6 mesi o, in subordine, un anno per omessa denuncia) e Simone Pepe (rischiava un anno) che sono stati prosciolti anche in secondo grado così come il senese Nicola Belmonte, il granata Salvatore Masiello e l’Udinese, che rispondeva in aula della responsabilità oggettiva per l’ex Pepe. Il Procuratore federale, Stefano Palazzi, si è visto quindi respingere anche in secondo grado tutte le impugnazioni relative alla partita Udinese-Bari del maggio 2010.
Ma Palazzi incassa una sconfitta anche in merito alla partita Bologna-Bari: i giudici, infatti, hanno confermato l’assoluzione dell’ex capitano dei felsinei, Marco Di Vaio e la squalifica di 6 mesi del difensore, Daniele Portanova (il Procuratore aveva chiesto un anno di stop per il primo e 3 anni per il secondo).
Sorride quindi il Bologna che pagherà un’ammenda di 30mila euro evitando però la penalizzazione di due punti in classifica che avrebbe rimediato nel caso l’incolpazione di Portanova fosse stata l’illecito sportivo e non l’omessa denuncia.
A festeggiare, però, sono soprattutto i tifosi del Grosseto che, nel processo d’appello, ha visto ribaltare la sentenza di primo grado che lo vedeva escluso dalla Serie B: il club maremmano rimarrà nel campionato cadetto con in sella il suo patron Piero Camilli, che si è visto annullare l’inibizione di 5 anni per la presunta combine di Ancona-Grosseto. Dovranno, invece, soffrire ancora sino al Tnas i supporter salentini: la Corte, infatti, ha confermato l’esclusione del Lecce dalla Serie B e l’inibizione di 5 anni dell’ex presidente Pierandrea Semeraro, colpevole, secondo i giudici, di aver comprato il derby Bari-Lecce del maggio 2011. Per la stessa partita è stato prosciolto ancora l’ex leccese Giuseppe Vives.
Dovrà scontare 3 anni il calciatore del Siena, Emanuele Pesoli, che nei giorni scorsi si era incatenato davanti alla Federcalcio per ottenere un confronto in aula (che poi non è avvenuto) con i suoi accusatori: i pentiti Filippo Carobbio e Carlo Gervasoni. La Corte di Giustizia ha invece ridotto da 2 punti a un punto (più ammenda di 20mila euro) la penalizzazione del Novara che inizierà la stagione con un handicap di -4 (tre punti gli erano stati inflitti nel processo Cremona Bis dello scorso luglio).

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