
Con un parziale di 24-5 nel secondo tempo il Cammi Calvisano ribalta lo svantaggio dei quaranta minuti iniziali ed espugna per 27-22 l’Enrico Chersoni, casa degli Estra I Cavalieri Prato, nella prima gara della serie di finale scudetto dell’Eccellenza di rugby.
Una ripresa, quella dei gialloneri allenati da Andrea Cavinato, che in una giornata di caldo afoso gela il pubblico pratese e la squadra guidata dal duo De Rossi-Frati, protagonista di un primo tempo che sembrava aver aperto le porte al successo toscano.
Il primo quarto di gara è caratterizzato da una fase di studio e tentativi dalla piazzola dei rispettivi cecchini – Wakarua per Prato, Griffen per Calvisano – che dopo il primo quarto di gara portano il risultato sul 6-3 per la squadra di casa.
Poi Prato prende l’iniziativa ed il possesso del campo, costringendo Calvisano nella propria metà campo. La prima vera fiammata è intorno alla mezz'ora, con l’apertura dei Cavalieri Wakarua che trova il buco giusto, si isola un poco ma riesce a trovare il sostegno di Chiesa, fermato a pochi metri dalla linea di meta. Patelli però gioca veloce e la palla arriva al largo all’ala Ngawini, che marca l’11-3. Una manciata di minuti e Wakarua allunga dalla piazzola per il 14-3.
Poco prima di metà tempo è ancora Wakarua a regalare ai toscani il doppio break mandando le squadre a riposo sul 17-3.
Risultato e gioco espresso nei primi quaranta minuti sembrano poter lanciare verso la vittoria in gara-1 la squadra di casa, ma bastano pochi minuti nel secondo tempo per capire che il trend della ripresa sarà diverso: Calvisano inizia con l’acceleratore premuto, segna subito un piazzato con Griffen mentre Prato perde il suo estremo Berryman, sostituito dall’azzurro Bocchino, per un problema muscolare.
Al quinto minuto l’apertura e capitano dei bresciani Griffen trova un varco difensivo sulla metà campo, Vunisa si inserisce con una percussione verticale che spacca la difesa pratese, Bergamo – appena entrato per Appiani – riceve l’ovale e va in meta. Griffen trasforma il 17-13 che riapre la gara.
Prato appare stordito, ma trova la forza per reagire con il seconda linea Kolo’Ofai che evita due placcaggi e atterra in meta. E’ 22-13, ma Prato – complice forse anche il grande caldo – sembra aver finito le energie: la mischia di Calvisano sale in cattedra, installandosi stabilmente nei ventidue avversari.
Al ventiduesimo il pilone pratese Garfagnoli paga i falli ripetuti con un cartellino giallo, la mischia dei Cavalieri indietreggia e Damasco concede la meta tecnica del 22-20. Prato vede la vittoria scivolare via, Calvisano crede nella rimonta e gli ospiti appaiono tanto determinati da rinunciare, a dieci minuti dalla fine, a piazzare da metà campo il calcio del possibile sorpasso, preferendo la penaltouche. Dalla rimessa che segue arriva un lungo attacco multifase che si conclude con un errore di handling di Visentin, ormai lanciato al largo verso la meta.
Ma la gara è ormai nelle mani degli ospiti, la cui mischia ha preso il sopravvento, Prato resiste come può, ma un nuovo fallo su maul porta Damasco a fischiare la seconda meta tecnica a favore di Calvisano: è il sorpasso e Griffen trasforma il 27-22.
Sabato prossimo, sul campo di casa del “San Michele”, al Cammi Calvisano sarà sufficiente un pareggio nella seconda gara della serie per chiudere i conti e conquistare il terzo titolo di Campione d’Italia della propria storia, mentre per I Cavalieri vincere sarà l’unico modo per raggiungere la terza, decisiva partita di finale.