Dura davvero poco la prima e così tanto attesa partita in serie A del Brescia.
Il Parma sblocca il risultato dopo dieci minuti e chiude la contesa un attimo prima dell'intervallo. In entrambe le reti dei locali la difesa azzurra è stata complice, ma i due gol di scarto ci stanno tutti.
Avrebbe potuto finire anche 3-1, addirittura 4-2, ma non sarebbe cambiato nulla. Il responso più palese della prima di campionato è l'inadeguatezza della retroguardia biancoblù e la conseguente necessità di sfruttare gli ultimi due giorni di mercato per rinforzarla. Il Parma in generale e Giovinco in particolare hanno fatto quello che volevano e soltanto la buona prova di Sereni ha limitato il passivo. Le rondinelle hanno fatto vedere qualcosa di interessante in attacco, sfiorando il gol già al 7' con Possanzini, poi in avvio di ripresa con Caracciolo e nel finale con Eder che ha colpito il palo, ma una volta trovatesi in svantaggio, non hanno mai fornito la sensazione di poter rimediare.
Il Parma nel primo tempo non ha mai mollato il pallino del gioco, sfruttando alla perfezione le fasce e segnatamente quella destra, dove Valiani e Giovinco combinavano a meraviglia. Il Brescia viceversa pagava la serata incolore di Budel e l'attenta marcatura di Morrone su Diamanti. Bloccati i vertici arretrato ed avanzato del rombo di centrocampo, non si poteva certo pretendere che fossero i giovanissimi (ed esordienti in A) Konè e Vass a creare gioco. Vulnerabile in difesa e senza guizzi nella zona nevralgica del campo, il Brescia è così andato incontro ad una sconfitta senza attenuanti, mentre il Parma ha divertito e si è divertito.
Magari il campionato dirà che la squadra di Marino è una delle migliori realtà di questa stagione, ma allo stato attuale delle cose siamo legittimati a pensare che il Brescia ci abbia messo parecchio del suo.
Iachini ha schierato la squadra secondo l'atteso 4-3-1-2, riproponendo la collaudata coppia Possanzini-Caracciolo e lasciando inizialmente in panchina Eder. Una mossa a sorpresa, anche perché l'Airone, dopo il problema muscolare accusato nell'amichevole di Forlì, era tornato in gruppo soltanto venerdì.
In campo dall'inizio invece Diamanti, come detto francobollato da Morrone (con Gobbi pronto a dargli una mano) che si è visto quasi esclusivamente sui calci franchi. Il tecnico marchigiano gli ha concesso poco più di un'ora e poi lo ha sostituito con Eder, arretrando Possanzini. Pochi minuti prima era finita la gara di Budel, rimpiazzato da Cordova. In entrambi i casi i subentrati si sono fatti preferire, ma la partita era ormai segnata.
Adesso spetta alla società far sì che questo esordio modesto possa comunque risultare utile. Innanzi tutto operando sul mercato, o quantomeno rivedendo la propria posizione su Bega, che ieri sera non avrebbe certamente fatto peggio dei due centrali scesi in campo. In secondo luogo evitando di individuare obiettivi in queste condizioni assolutamente fuori portata.
Al «Tardini» il Brescia ha assaggiato il duro pane della serie A. Rendersene conto subito può essere un vantaggio, come sicuramente capita a proposito la sosta per gli impegni della Nazionale. Ora ci sono quindici giorni per preparare l'esordio in casa con il Palermo, avversario teoricamente della stessa fascia del Parma.
Con i piedi ben piantati per terra e la mano destra sulla tasca del portafoglio.
Franco Bassini