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Ecco Vitor Saba: «Mi manda lo "zio" Leo Junior»

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Ore: 16:55 | domenica, 19 agosto 2012

Vitor Rodrigues Saba: un'altra scommessa o un talento dalle grandi potenzialità? Il Brescia, dopo averlo messo alla prova nel triangolare di Salò, lo sta scoprendo poco alla volta. Giorno dopo giorno. Dovrà essere il trequartista che Calori stava aspettando dal momento dell'infortunio di Sodinha. In Brasile però non hanno dubbi: Saba saprà imporsi, a ritmo di calcio bailado e colpi vellutati. Pochi giorni prima di sbarcare nella nostra città ha rilasciato un'intervista a una giornalista carioca. Ve la proponiamo.

Vitor approdi al Brescia, quanto sei felice ?
«Molto, era ciò che volevo, ho sperato fortemente che la trattativa andasse a buon fine. Adesso voglio solo poter giocare per mostrare il mio valore».

Con quali aspettative arrivi al Brescia?
«Onorare la maglia del club e la sua storia gloriosa. Il Brescia non è un club da serie B, è abituato a vincere e deve stare sempre ai vertici. Quando penso al Brescia il mio ricordo va sempre a Baggio, un giocatore che ha vinto molto e ha fatto molto bene anche nella mia nuova squadra. Penso a lui e a Pep Guardiola. Sono consapevole che approdo in un club che ha una storia centenaria, il mio desiderio è fare quanto possibile per mostrare il mio calcio».

Ti senti già pronto per il calcio italiano?
«Sì, credo che mi adatterò rapidamente, so che il calcio brasiliano è differente dall'italiano ma mi sento pronto. Ovviamente sono disposto a cambiare il mio modo di giocare se serve per accelerare il processo d'integrazione».

Quali sono le tue caratteristiche?
«Sono un centrocampista offensivo, mi definisco un classico giocatore brasiliano, al quale piace giocare a tutto campo nella zona offensiva. Mi piace giocare con i compagni, lanciarli in porta, un assist ben fatto mi dà grandi soddisfazioni. Gioco sostanzialmente vicino agli attaccanti per aiutarli a segnare».

Hai dei sogni calcistici?
«Il primo sogno che ho realizzato è stato quello di giocare in un grande club come il Flamengo. L'altro mio obiettivo è sempre stato giocare in Italia, ci pensavo già quando ero un bambino. Il mio sogno adesso è quello di affermarmi in Italia e vincere il più possibile».

Vieni dal Flamengo, un club dove hanno militato Leo Junior e Leonardo, speri di avere lo stesso successo in Italia?
«Se avessi almeno la metà del successo che hanno avuto loro sarei felice. Tra l'altro Junior è amico di famiglia e lo chiamo affettuosamente "zio", oltre ad essere un mio idolo per tutto ciò che ha dimostrato nel calcio. Conosco anche Leonardo, altro fantastico campione seppure di un'altra epoca».

Cosa ne pensi dell'Italia e della sua cultura?
«Da sempre sono stato affascinato dalla cultura italiana, amo la lingua e tutto ciò che l'Italia rappresenta. È la prima volta che vengo in Italia, so che gli italiani sono molto calorosi e ospitali come i brasiliani. Conosco un po' della storia di Brescia, è una città con degli edifici antichi e con una storia importante alle spalle».

Qual è il tuo messaggio per la tifoseria del Brescia?
«Darò sempre il massimo. Voglio essere un rinforzo per la squadra, onorerò la maglia del club e la sua storia».

Jessica Corais

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