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Brescia - Juve Stabia, il commento

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Arcari applaude a fine partita
Ore: 14:42 | mercoledì, 1 febbraio 2012

In un campionato che stava diventando una discesa libera, senza mai tirare il freno, ondeggiando e impennando anche sulle cunette più insidiose, non poteva che essere la prima neve di stagione a fermare il Brescia di Calori, quello che sapeva solo vincere. Rimane quello che non prende mai gol: 540' d'imbattibilità, record del nuovo millennio per Arcari, che dopo avergli tolto il posto l'anno scorso in A strappa dal petto di Matteo Sereni un'altra medaglia, quella del record 2003 (487' senza reti). E fa meglio anche di Agliardi (517').

Calori non riesce a cancellare il Cosmi del 2007, il Reja del '97 o il Gadaldi del '47 (chissà, magari nel 2017…), ma ha saputo far comunque meglio alla voce gol subiti. Sei partite senza prenderne, in questo calcio dove negli anni il regolamento è sempre stato modificato per favorire più gli attacchi che le difese, è qualcosa di sensazionale.

Dalla pista di fondo di Mompiano esce un match falsato. Giocato con un pallone giallo e non arancio perché lo sponsor tecnico del campionato ha previsto così, fatto iniziare da un arbitro che ha voglia di sfidare le più normali leggi del buon senso, ma poi non è capace di tenere in mano una partita dove il «tana libera tutti» è il motivo dominante solo perché si gioca sotto la neve. Che evidentemente è diversa rispetto a quella di Parma, Modena e Genova.
E allora via di scivolate, come nemmeno con il bob a 4. Non è una questione di quantità caduta, ma di rispetto o uniformità di giudizio. Le squadre sono anche fin troppo brave, regalando un primo tempo che riesce persino a divertire. Più per merito del Brescia. La Juve Stabia è pericolosa in una mischia al termine della quale Martinez e Caldirola sbrogliano nei paraggi della linea di porta, ma è anche la squadra che decide di giocare con un centravanti (Danilevicius) in marcatura asfissiante su un regista (Budel). Anticalcio.

L'ultima volta l'avevamo visto fare da De Biasi con Nygaard su Pirlo in un Brescia-Milan, anche allora come ieri finito 0-0. Quando ammazzi la fantasia… Il resto del primo tempo è condensato nelle discese di Daprelà (per una volta meglio di Zambelli) e nelle giocate di El Kaddouri, che sembra tenere i piedi di velluto nel forno a microonde, giocando come ci fosse erba e non neve. Quando Danilevicius ha il fiato corto e Budel ha un po' di spazio arrivano anche le palle gol. Un brasiliano sulla neve è come la marmellata sulla pastasciutta: Jonathas stavolta sgomma, solo contro tutti. Due occasioni e mezza, zero gol. Non è ancora tempo di Carnevale.

Il Brescia spara un coriandolo a inizio ripresa: punizione di El Kaddouri, a fil di palo. La Juve Stabia si rifugia in manfrine e giochi con il cronometro. Di Bello… c'è poco. L'uomo in giallo concede ai campani di non giocare, ma paradossalmente sono loro i più pericolosi. Arcari giganteggia rischiando un lifting facciale in presa bassa su Sau e Raimondi poi si distende per quanto è lungo murando Mezavilla. Calori ci prova, passa al 3-4-1-2 con Foti per Dallamano, che nel ruolo d'interno era stato la sorpresa di serata. L'ex Samp sciupa l'unica buona occasione biancoazzurra della seconda manche. Andrebbe fatto un monumento ad Arcari: in pieno recupero evita la beffa sulla punizione di Erpen. Che c'è comunque, guardando la classifica: dal settimo al nono posto (il Bari è in vantaggio nello scontro diretto), da -1 a -3 sui play off. E da Pontedilegno-Tonale è tutto. A voi Brescia.

Cristiano Tognoli

Giornale di Brescia su