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Accoltella la ex, fermato all'aeroporto


Sebino e Franciacorta
31 mag 2014, 17:16

Era in fuga e stava per lasciare l’Italia il 27enne marocchino che ha confessato di aver accoltellato nella notte tra mercoledì e giovedì a Rovato nell’appartamento di via Palazzo la giovane Fatima Zahara Lachguer. I Carabinieri del Comando provinciale di Brescia, infatti, l’hanno bloccato mercoledì pomeriggio all’aeroporto di Bologna dove stava per imbarcarsi su un volo diretto a Casablanca. L’uomo, Mustapha Talouane, di casa a Travagliato con moglie e due bimbi piccoli, un lavoro da macellaio a Gussago e una vita da immigrato ben integrato, ha ammesso il delitto passionale non appena saputo che la sua vittima era ancora in vita.

 

Tra i due era nata un paio di mesi fa una relazione che da qualche giorno la ragazza aveva deciso di interrompere, come chiarito dalla coinquilina di quest’ultima presente nella casa di via Palazzo al momento della brutale lite, culminata in quella impressionante serie di coltellate che l’ha ridotta in fin di vita. Fendenti sferrati tutti con un arnese del mestiere del giovane: un coltello da macellaio definito come “letale” dai Carabinieri, che secondo il racconto del 27enne già si trovava però a casa della donna, il che, se confermato, escluderebbe la premeditazione e conforterebbe l'ipotesi del delitto d'impeto. Pochi gli elementi in avvio di indagini nelle mani degli investigatori del colonello Giuseppe Spina, coordinati dal pm Claudio Pinto: un nomignolo dell’uomo riferito dalla coinquilina. A vuoto le battute dei militari dell’Arma in tutta la provincia. Poi la svolta: l’identificazione del giovane e il sopralluogo nella villetta dell’uomo a Travagliato: di lui nessuna traccia, come pure della famiglia, un elemento che è giunto per gli inquirenti come una conferma indiretta alla correttezza della pista imboccata e di un sospetto: quello che il 27enne fosse già in fuga.

 

La moglie e i figlioletti sono stati rintracciati ore più tardi a Legnago, nel Veronese, a casa del suocero del macellaio. Da lì l’uomo, abbandonata la sua auto aveva proseguito la fuga fino all’aeroporto di Bologna. Dove su di lui si è stretta la rete dell’Arma. Ora l’uomo si trova in cella a Brescia, colpito da un provvedimento di fermo d’indiziato. Pesantissima l’accusa: tentato omicidio. La sua vittima, invece, versa ancora in gravissime condizioni  all’Ospedale Mellini di Chiari nonostante il delicato intervento cui è stata sottoposta.

 

Nella mattinata di sabato 31 maggio, Talouane, assistito dall'avv. Giovanni Brunelli, è comparso in carcere davanti al gip nell'ambito dell'udienza di convalida del fermo cui è sottoposto, e ha risposto alle domande del magistrato, confermando in sostanza quanto già raccontato agli investigatori, pur manifestando una certa confusione e qualche ricordo frastagliato. Ha taciuto invece sulle intenzioni che lo avevano condotto all'aeroporto Marconi di Bologna. Il gip si è riservato sulla decisione.

 

Gianluca Gallinari

 

 

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