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Sciame di api in casa? Il riferimento è il 115

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brescia_233
Ore: 06:01 | domenica, 20 giugno 2010

In primavera le api sono ballerine: per i laboriosi insetti è il periodo della sciamatura e, seguendo l'ape regina, vanno alla ricerca di un posto sicuro dove costruire il favo. Che può essere anche su una pianta nei nostri giardini o nel cassonetto della tapparella di casa. Annamaria, una nostra lettrice, se ne è trovate a migliaia sul suo balcone, in piena città. Che fare? Le api sono specie protette, ma anche le persone lo sono, come fa notare la signora. Ci sono alcuni, gli apicoltori, che - d'accordo con i Vigili del Fuoco - con il proprio servizio proteggono le une e le altre.
«Si sono posate sul mio balcone»
«Domenica 6 giugno, nel pomeriggio, un immenso sciame d'api s'è posato sul mio balcone e non si poteva aprire la finestra - racconta Annamaria -. Ho chiamato i Vigili del fuoco, che mi hanno dato il numero di un'associazione di apicoltori, ma questa aveva avuto diverse chiamate in poche ore e non c'erano persone che potevano uscire. Ho richiamato i Vigili e verso sera sono arrivati due apicoltori che, usando del fumo, sono riusciti a portare via una scatola piena di api. Quelle rimaste, mi hanno detto, nel giro di 2-3 giorni sarebbero andate via. Siccome non se ne sono andate, li ho richiamati, ma mi hanno riferito che per qualche centinaio di api non si sarebbero mossi». La settimana successiva un altro apicoltore si è recato dalla signora Annamaria e ha eseguito un ulteriore intervento per liberare il balcone dalle api restanti. Come bisogna comportarsi, quindi, in caso di un'emergenza di questo tipo?
Interventi gratuiti o a pagamento?
Annamaria, chiamando i Vigili del Fuoco, ha agito correttamente: «La procedura è giusta: bisogna chiamare il 115 - dicono dal Comando di via Scuole -. Noi forniamo il numero di telefono di uno o più apicoltori vicini al luogo dove si sta verificando l'emergenza. Infatti noi interveniamo soltanto in casi particolari che riguardano gli istituti pubblici, come scuole e ospedali, o qualora ci fossero seri problemi di pericolo in presenza di bambini o anziani».
C'è anche una motivazione ben precisa per la quale gli apicoltori sono le persone più indicate a uscire in questi casi e consiste proprio nel fatto che le api sono una specie protetta, così come la signora Annamaria aveva scoperto informandosi all'ufficio Ecologia del Comune di Brescia. Informazione che viene confermata da Floriano Mazzoldi, un apicoltore che coordina un gruppo di una decina di altrettanti appassionati di insetti melliferi, che con i Vigili del Fuoco e altre Forze dell'ordine locali ha stretto una collaborazione: «Le api non possono essere ammazzate se non in extremis, ecco perché i Vigili chiamano gli apicoltori per un'intervento, che consiste nel riuscire a recuperare l'ape regina e lo sciame al seguito. Da aprile a giugno, il periodo della sciamatura, riceviamo anche fino a quindici chiamate al giorno, da tutta la provincia. Solitamente - prosegue Mazzoldi - si posano su una pianta, ma anche nei cassonetti delle tapparelle, sulle finestre, sui balconi, sui muri di casa, in attesa di trovare un luogo idoneo dove formare un favo per vivere. Sono innocue e non aggressive, ma si innervosiscono se pungolate, ad esempio alzando e abbassando la tapparella qualora avessero deciso di fermarsi dentro il cassonetto. E una volta ci capitò di doverne liberare uno dove ben quattordici favi erano stati costruiti».
Gli apicoltori svolgono questo servizio gratuitamente, anche perché il recupero di uno sciame con la propria ape regina diventa un bene prezioso per loro, che accresce il proprio patrimonio di apiari. Tuttavia, nel caso in cui non si tratti di uno sciame con ape regina o nel caso di altri insetti, come calabroni e vespe, gli apicoltori possono anche essere disposti a intervenire ma dietro compenso. «Se ci chiama una persona perché ha paura, solitamente usciamo per un intervento lo stesso - specifica Floriano -, chiedendo però un contributo per le spese di trasporto e del servizio, che può essere intorno ai 30-50 euro o poco più a seconda della distanza chilometrica dal luogo di intervento. Interveniamo anche in presenza di vespe, che sono di competenza dell'Asl, che richiede però tempi di attesa leggermente più lunghi».
Laura Migliorati

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