Neve, sole. Poi pioggia e ancora neve e sole. Se decidete di trascorre un breve weekend a Brugge, una capatina sulle rive del Mare del Nord è d'obbligo. La passeggiata sulle lunghe spiagge tra le incertezze meteorologiche della primavera, prima che l'apice del turismo balneare porti sulla sabbia finissima di questi lidi orde di vacanzieri inglesi, olandesi e belgi, può regalare emozioni contrastanti e inaspettate.
Già a fine marzo la gente del posto e dei piccoli paesini dell'entroterra si sposta nelle località marittime per quattro passi tranquilli sul lungomare.
Particolarmente comodo, anche se non tra i più caratteristici ma funzionale ad una breve gita per la poca distanza dalla città, è il comune di Blankenberge. Camminare sull'ampio bagnasciuga, prima che l'alta marea si rimangi completamente lo spazio perso, tra venti gelidi scaldati solo ogni tanto da qualche raggio caldo, scatena un'alternanza d'umori vissuti tra paesaggi di luci e rumori meravigliosi. Al termine dei pontili che con ritmo regolare partono dal lungomare per affacciarsi poderosi qualche centinaio di metri più in là, sulle onde del mare, ci sono i bar, piattaforme popolate dai primi turisti che nonostante le temperature ancora rigide della stagione stazionano immobili al sole sorseggiando birra e tisane.
Anche qui, infatti, i pomeriggi si accompagnano con i migliori malti nazionali nel complesso il Belgio conta circa 800 diversi tipi di birre -, accompagnato dal tradizionale tubero fritto affogato nella maionese. Chi invece non vuole concedersi all'overdose calorica sceglie piuttosto una cioccolata calda. Magari una Cecèmel, bevanda di fattura industriale, ma comunque molto apprezzata dagli autoctoni, giovani e meno. Prolungando la sosta fino all'ora di cena si possono assaggiare le cozze, pietanza tipica, accompagnate dal bianco dell'Hageland. a. carb.



