Oltre 130 chilometri di piste per la discesa agibili, con una coltre bianca compatta di poco meno di due metri in quota e 65 centimetri nel fondovalle; disponibili tutti i 38 chilometri di piste per il fondo, battuti regolarmente ogni giorno e tutti e tre i percorsi per lo slittino in condizioni perfette dalla partenza all'arrivo: l'Alta Badia è pronta a vivere a pieno regime quest'ultimo intrigante scorcio della stagione invernale. E le nuove precipitazioni nevose attese per il week end, insieme ad un subitaneo abbassamento della temperatura, garantiscono condizioni ottimali per gli sciatori ben oltre la Pasqua e fin verso la metà di aprile.
È dunque un'annata lunga e davvero positiva questa per il comprensorio dolomitico tra i più apprezzati dagli sciatori, nobilitato com'è non solo da una cornice non a caso inserita nel patrimonio dell'umanità dell'Unesco, ma pure da piste entrate nella leggenda, a cominciare dalla Gran Risa ogni anno teatro d'una delle gare più classiche del circuito di Coppa del mondo. Un'annata cominciata presto, il primo giorno di dicembre, e beneficiata da una copiosa nevicata che gli operatori della zona hanno sfruttato a dovere aprendo tutte le piste e consentendo da subito agli appassionati di percorrere i Gran Tour, i circuiti bianchi d'una intera giornata che consentono di passare da una valle all'altra senza mai togliere gli sci dai piedi e, spesso, senza mai percorrere per due volte la stessa pista.
Proprio questi percorsi sono tra le maggiori attrattive in questa parte della stagione, con le giornate più lunghe che consentono di terminarli anche agli sciatori meno allenati, ed il sole che invita alla sosta sulle balconate dei rifugi in quota. Quest'anno così c'è la concreta possibilità di godersi anche tra fine marzo ed i primi di aprile un'escursioni panoramicissime e davvero indimenticabili. Come il Sella Ronde, che si estende per circa 40 chilometri di piste attorno alle cime dell'omonimo gruppo dolomitico, oppure il tour della Grande Guerra intorno al col di Lana con passaggi nei pressi del Sassongher, del ghiacciaio della Marmolada, del Civetta, delle Tofane e del Conturines, dove si è lungamente combattuto tra il 1915 ed il 1918; o ancora attorno al Lagazuoi sulle discese dal Passo Falzarego e sulla "rossa" mozzafiato dell'Armentarola. Per non dire del Gourmet tour nei pressi della Santa Croce, con soste da buongustaio in più d'un rifugio, o il carosello dell'Alta Badia che in due giorni porta sulle piste più famose del comprensorio tra Corvara, La Villa, San Cassiano e l'altopiano ondulato e bellissimo del Pralongià (con in testa le imperdibili nere Gran Risa e Vallon).
E per chi non vuol far discesa ci sono gli sci stretti del Centro fondo all'Armentarola, sulla strada per il Falzarego, dov'è possibile anche noleggiare le ciaspole e concedersi itinerari nei boschi alla scoperta d'una natura che prova a risvegliarsi al primo tepore dopo il lungo letargo dei mesi più freddi. Con i consigli delle guide e dei maestri di San Cassiano bastano poche decine di minuti di fatica per addentrarsi tra gli alberi e ammirare spettacoli da favola.



