Una scoperta continua. Di luoghi, di sapori, di persone, di tradizioni. Questo offre il Trapanese. A cominciare dalla città, una mezzaluna sottile che si allunga nel mare, all'incrocio dei venti, che nella limpidezza delle sere d'estate sembra voler toccare le isole Egadi, sagome nere oltre le quali cala il sole in tramonti rosso fuoco.
Un centro storico elegante, di un'eleganza antica e nobile, a volte anche un po' trasandata, con palazzi che trasudano storia di fronte ad un porto ammodernato di recente, ordinato e pulito. Con spiagge, dall'altro lato, dalla sabbia chiara e dal mare, incredibilmente cristallino, con una bella passeggiata lungo le mura che ha mantenuto tutto il suo fascino romantico. Dalla città al suo entroterra è un susseguirsi di luoghi suggestivi. Dirigendosi verso Marsala si incontrano subito i primi mulini a vento e le prime saline: un'area al confine con il mare, caratterizzata da vasche rettangolari che dall'azzurro e verde delle più profonde arrivano a diventare rosa laddove i cristalli affiorano in superficie. Vale la pena visitare il Museo del sale di Nubia per conoscere i particolari di un'attività del passato che pare perpetuarsi ancora oggi. Un paesaggio ormai unico che si può ammirare anche dall'alto, dall'ovovia che porta a Erice, la splendida cittadina arroccata su un colle alto più di 700 metri. Un borgo medievale, rimasto integro, da gustarsi passo dopo passo. Lo si raggiunge in una decina di minuti godendo di una vista straordinaria sul centro storico di Trapani e sui dintorni.
Quell'entroterra coltivato e ordinato che fa restare incanatati nonché sorpresi di una così grande ricchezza di vigneti, uliveti e sterminati campi di grano, sotto modernissime pale eoliche, alimentate da un vento che soffia per buona parte della giornata. Proseguendo verso Sud Est un'altra scoperta è la Laguna dello Stagnone, che nasconde al suo interno l'isola di Mothia, antica colonia dei Fenici, collegata alla "Trinacria" da una strada sommersa, che ancora si può vedere grazie a barcaioli esperti che possono arrivare con le loro imbarcazioni quasi fin sopra le lastre di marmo. Ma l'ingrediente che va ad arricchire il viaggio sono le persone che si incontrano, con le quali si riesce subito ad instaurare un'intesa, arricchita da cortesia e affabilità, simpatia e generosità.
Dall'albergatore che con il gommone ti porta al mercato del pesce, alla guida turistica e al parcheggiatore. E di scoperta si deve parlare anche per i sapori di questa terra. Dall'abbinamento di un vino tipico come il Marsala ad una scaglia di grana, fino al limone e i pistacchi insieme alla bottarga in un piatto di spaghetti. Una gioia per il palato, ma anche per gli occhi, soprattutto se il ristorante è una terrazza sul mare.
Daniela Zorat



