L'export dell'olio extravergine d'oliva DOP Garda è ostacolato talvolta da controlli sulla qualità svolti dai Paesi importatori che si basano su criteri spesso non scientificamente provati e penalizzanti. Proprio a difesa di quest'eccellenza bernacense, in buona parte bresciana, per la prima volta in Italia un Consorzio per la tutela ha promosso uno studio scientifico per definire un «identikit biologico» di un prodotto. Per garantirne la qualità con analisi a tutela di chi produce e vende e quindi anche nei confronti di chi acquista è stato pensato il Progetto Oligar che ha coinvolto l'Università di Verona, quella di Udine, l'Unione Italiana Vini (che opera nel settore delle analisi) e ovviamente il Consorzio per la Tutela dell'Olio Extravergine di Oliva DOP Garda.
Lo studio è stato finanziato dalla Regione Veneto con Piano di sviluppo rurale e ha avuto tre obiettivi. Innanzitutto individuare l'origine degli eventuali ftalati (sostanza esogena che indica la presenza di plastica) ed elaborare proposte per eliminarne o tutt'al più ridurne la presenza negli oli; quindi dimostrare scientificamente la maggior validità del metodo basato sul dosaggio degli alchil esteri per l'individuazione delle frodi, rispetto a quelli attualmente usati negli Stati importatori (talvolta il metodo d'analisi attribuisce valenza negativa ad alcune sostanze di cui gli oli del Garda sono naturalmente ricchi); infine,