Una lunga storia, tra leggende e eventi epocali. Se si decide di andare in Inghilterra, ormai nessuno pensa più di andare a Nottingham: il blasone c'è, ma ormai il fascino di Londra è quasi irresistibile. Ma il blasone e i 1400 anni di storia dovrebbero invogliare più d'uno ad andare in questa affascinante città di poco meno di trecentomila abitanti. I collegamenti aerei con il Nord Italia sono abbastanza agevoli: da Orio al Serio vola Ryanair sull'aeroporto di East Midlands, un piccolo scalo a metà strada tra Leicester e proprio la città di Nottingham. Vista la destinazione per altro i voli sono sempre a prezzi molto favorevoli, visto che l'aeroporto, che recentemente è stato ampliato, è utilizzato principalmente per voli interni o per charter per i gruppi di vacanze inglesi.
Cosa fare a Nottingham? Sempre a cavallo tra calcio e visite lampo, non si può non visitare il Castello, che non è più quello originario attorno a cui si svolsero le vicende di Robin Hood (per altro si può trovare una pessima statua dell'eroe reso celebre dal romanzo di Dumas). Il Castello originale è stato distrutto durante la rivoluzione inglese, che si scatenò proprio da qui quando il re d'Inghilterra fece mettere il suo vessillo proprio sul pennone più alto dell'antico maniero. L'edificio di oggi risale al 1700 ma comunque merita di essere visitato.
Per quanto riguarda lo sport, un appassionato di calcio trova a Nottingham terreno fertile. In riva al Trent, il fiume che attraversa la città sorgono ben due stadi che ospitano due squadre di grande fascino. Il Notts County, la società calcistica più antica d'Inghilterra, fondata nel 1862 oggi milita in terza divisione, ma è nota in Italia, perché la Juventus ha preso le strisce bianconere proprio dal club inglese.
Di fronte sorge il City Ground, la casa del Nottingham Forest, nobile decaduta del calcio inglese, che oggi staziona in fondo alla seconda divisione, ma che nella sua bacheca ospita anche due Coppe dei Campioni, vinte di seguito nella stagione 1978-79 e nel 1979-80.