Ti piace quel tipo alto che a lezione siede sempre in fondo all'aula? Scrivilo su Spotted. Vorresti tanto conoscere il nome della ragazza dai capelli rossi che vedi sempre in aula studio? Chiedi aiuto su Spotted. Speri di aver attirato l'attenzione di qualcuno? Cercati su Spotted. Ma cos'è? Domanda superflua, per la più parte dei lettori universitari, fra i quali il fenomeno va diffondendosi in modo virale. Spotted, ovvero "avvistato": si tratta di bacheche sulle quali gli studenti della stessa università possono postare messaggi e commenti su altri studenti, mantenendo l'anonimato.
L'idea nasce nel 2010 da Rich Martell, studente della Ucl (University College London): il suo sito FitFinder arriva a coinvolgere 52 atenei britannici, per un totale di 250 mila utenti nel giro di 2 mesi. Quasi immediatamente tuttavia, la polemica innescata dai reclami degli utenti a causa della natura intrusiva dei commenti, ha spinto le amministrazioni delle università a diffidare gli studenti dall'utilizzare il sito, determinandone la chiusura.
L'idea di Martell è però sopravvissuta e ha trovato Facebook come nuova sede di sviluppo: da due anni a questa parte le pagine Spotted proliferano sul social network di Zuckerberg. Creando di fatto un nuovo modo per interagire con i propri coetanei e compagni di corso: là dove prima c'era la pausa caffè, ora c'è Spotted. Recentemente il fenomeno è approdato in Italia e, manco a dirlo, a Brescia. E anche qui ha fatto il botto: la pagina "Spotted:Unibs" è nata il 17 febbraio 2013, ma gli spotters sono già 6.200. Swoon, Erato ed Echo sono i nickname con cui sono noti i tre admin della pagina più gettonata del momento dagli universitari bresciani. Studenti di Medicina i primi due, di Economia il terzo, hanno osservato con sopresa l'improvviso boom della pagina che avevano creato.
E ci parlano degli spotters bresciani: "Il nostro bacino d'utenza più attivo sono gli ingegneri (alcuni veri poeti incompresi), seguiti a ruota dagli economisti". Giovani menti che partoriscono, complice l'anonimato, messaggi d'ogni genere: c'è chi ne approfitta per rendere pubblica una dichiarazione d'amore o un colpo di fulmine, chi ringrazia gli amici o semplicemente si lamenta di chi fa rumore in aula studio. "Lo scopo è far sì che le persone possano esprimersi. Quando però contengono attacchi palesi verso qualcuno, con toni eccessivi e fuori luogo allora si censura". È censura anche per il nome dei professori talvolta destinatari dei messaggi.
Il punto è delicato: lo insegna l'esperienza delle pagine inglesi e delle relative polemiche. Resta poi da vedere se l'attitudine di Cupido del terzo millennio sia vera: "Finora abbiamo ricevuto solo una segnalazione di due persone incontratesi grazie a noi, ma dato il volume della pagina e dei messaggi è lecito assumere che si siano formate altre coppie. Chiederemmo a qualche ingegnere di farci una statistica, ma oramai sono tutti impegnati a spottare...".
Jennifer Riboli



