Università

Se i compiti si fanno insieme agli universitari

Un aiuto concreto per le famiglie nell'intenso percorso scolastico che riguarda i figli. Questo l'obiettivo della casa dello studente, associazione culturale che nasce nel maggio del 2008 e che interviene in modo diretto sui giovani attraverso il nucleo familiare e le relazioni amicali. Una realtà molto diffusa in tutto il bresciano per sostenere scolasticamente gli studenti, dalle elementari fino alle superiori. Sono ben 14, infatti, le sedi che si estendono sul nostro territorio da Sarezzo, Gardone, Alta Valtrompia, Lumezzane, Concesio, Rodengo, Collebeato a Iseo, Gussago, Marone, Brescia, Villaggio Sereno, Bedizzole, Mazzano e altre sono in divenire. La maggior parte dei ragazzi che diventano soci di questa associazione, usufruendo di lezioni a prezzi contenuti, frequentano le medie e il biennio superiore e i loro docenti, non sono altro che ragazze e ragazzi dell'università.

Gli universitari, che sono per la maggiore regolarmente retribuiti e in minima parte volontari, offrono la propria disponibilità a seconda dei propri impegni, per tre ore pomeridiane nell'arco della settimana che si estende dal lunedì al venerdì.
Gli studenti universitari insegnano attraverso un percorso individuale ideato dall'associazione stessa per ciascun ragazzo (che paga una quota a seconda di quanti giorni frequenta) e vengono retribuiti regolarmente in base alla quantità di pomeriggi lavorativi effettivamente svolti. I docenti non vengono lasciati soli nelle varie sedi: per ogni luogo d'insegnamento c'è un responsabile fisso che li segue e che a sua volta svolge il ruolo di educatore. La psicologa Cristina Festari (a sinistra nella foto) è la responsabile del gruppo del Villaggio Sereno e, a proposito dei docenti, spiega: «Gli studenti dell'università si gestiscono a seconda della propria disponibilità, infatti non hanno una sede fissa, ma vengono comunque mandati nelle zone vicine a dove abitano».

L'obiettivo primo dell'associazione è aiutare gli studenti a non disperdersi nel percorso scolastico: per questo la casa dello studente è sempre aperta anche nel periodo estivo e durante le festività annuali e organizza anche momenti di aggregazione tra i ragazzi. Nella casa dello studente esiste, inoltre, un percorso specifico chiamato Dsa, dedicato ai disturbi specifici nell'apprendimento: «lo psicologo dell'associazione prepara un progetto d'intervento idoneo».

Tra gli educatori della casa dello studente c'è anche la studentessa cinese al secondo anno d'ingegneria, Tian Tian (a destra nella foto), che racconta la propria esperienza: «I ragazzi qui sono tenuti sotto controllo con uno studio pianificato e s'impegnano, mentre a casa da soli fanno più fatica. Questo è un sollievo anche per i genitori».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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