Dal laboratorio alla corsia, dall'aula didattica alla sala operatoria, dallo studente al paziente. Chiudiamo oggi il nostro viaggio nella sede di viale Europa che ospita i tre dipartimenti della Statale che hanno preso il posto della facoltà di Medicina.
L'ultima struttura che visitiamo è quella con la denominazione più lunga: Specialità medico-chirurgiche, scienze radiologiche e sanità pubblica (in sigla Dsmc).
Il dipartimento - articolato nelle sezioni Specialità chirurgiche, Scienze radiologiche e mediche, Sanità pubblica e scienze umane - abbraccia numerosi ambiti scientifici: dall'anestesia e rianimazione all'oncologia, dalla cardiologia alle malattie dell'apparato locomotore, dalle malattie dell'apparato visivo alla nefrologia. E poi urologia, neurochirurgia, odontostomatologia, otorinolaringoiatria, radiologia, radioterapia e medicina nucleare, per giungere infine all'area delle scienze umane e della sanità pubblica, nelle sue articolazioni dell'igiene e medicina preventiva, della medicina del lavoro e della medicina legale e scienze umane.
«Il progetto di costituire questo dipartimento - spiega il direttore Piero Nicolai - nasce dall'esigenza di integrare tra loro competenze cliniche, diagnostiche, riabilitative e preventive nello studio delle patologie a elevato impatto sociale, in una visione unitaria della medicina a tutela della salute del cittadino».
Il dipartimento si propone quindi di favorire le interazioni tra le varie discipline medico-chirurgiche: «L'unione - continua il direttore - può consentire di coniugare le conoscenze cliniche con quelle radiologiche nell'ambito della diagnostica invasiva e non invasiva, con quelle medico-legali per gli aspetti di ricerca ed etici e con quelle igienistiche e di medicina del lavoro per gli aspetti di valutazione e prevenzione dei rischi professionali e ambientali».
I principali temi di ricerca riguardano la sorveglianza epidemiologica delle popolazioni, delle patologie correlate all'inquinamento, l'identificazione e la prevenzione di patologie professionali, il trattamento e la riabilitazione delle sordità, la chirurgia robotica in campo otorinolaringoiatrico e urologico.
In ambito radiologico la ricerca è svolta su tutte le tecniche di imaging, radioterapia e medicina nucleare per le quali sono disponibili tecnologie d'avanguardia. Nel campo forense si studiano i marcatori del Dna nucleare e mitocondriale.
Cause genetiche e ambientali di cardiopatie sono al centro di numerosi studi, così come la ricerca di modelli organizzativi e assistenziali per migliorare gli standard di cura. In campo oncologico la ricerca si concentra invece sul tumore mammario, sui tumori del tratto genito urinario e su quelli endocrini e neuroendocrini.
Nel dipartimento hanno inoltre sede tre centri di ricerca, dedicati al trattamento dello scompenso cardiaco, alla patologia prostatica e alla bioetica.
«L'attività di ricerca - conclude Nicolai, ordinario di Otorinolaringoiatria - è finanziata sia dal Ministero della Salute, dalla Regione Lombardia, dall'Inail, dall'Unione Europea e da altri fondi internazionali, sia da associazioni e fondazioni locali».
L'ottica globale si collega quindi con quella territoriale per essere a supporto della comunità. Si lavora a Brescia, ma si è in contatto un po' con tutto il mondo.
Locale e globale strettamente uniti quindi, per una ricerca che non conosce confini.
Mario Nicoliello



