Presentata l'attività della facoltà ai nuovi iscritti e alle future matricole. Un impegno costante con un obiettivo: la valorizzazione di città e provincia.
Un piano di riqualificazione degli abitati di edilizia popolare di quartiere Casazza. Un modello per la misurazione dell'erosione del suolo nell'Alta Valtellina e un altro per calcolare l'impatto dei cambiamenti climatici sul ghiacciaio dell'Adamello. Fino alle prospettive di sviluppo futuro della città, in termini di pianificazione urbana e mobilità. Sono solo alcuni dei progetti presentati ieri da studenti, dottorandi e docenti alla facoltà di Ingegneria in occasione dell'incontro promosso dal Dipartimento di Ingegneria civile, ambientale, architettura, territorio per far conoscere le attività che il Dicata svolge nell'ambito della ricerca ingegneristica e ambientale. La mattinata dedicata a nuovi iscritti e future matricole - dopo i saluti del prorettore vicario della Statale Daniele Marioli, del preside di facoltà Aldo Zenoni, di Ninì Ferrari, consigliere comunale con delega all'Università, e Riccardo Davini, direttore area Ambiente in Provincia - si è aperta con una panoramica sull'offerta formativa del dipartimento, introdotta alle classi presenti degli istituti superiori Calini, Golgi, Pastori e Castelli, dal direttore del Dicata Giovanni Plizzari. «L'obiettivo dell'iniziativa è quello di testimoniare come l'università sia attenta ai bisogni ambientali della provincia, mettendosi costantemente al servizio del territorio con un enorme lavoro svolto negli anni da docenti e studenti del nostro dipartimento», ha rimarcato Plizzari. Al centro il tema dell'ambiente «aspetto molto importante per la città e per la provincia che va affrontato senza far prevalere interessi, con uno sforzo congiunto tra istituzioni, enti e aziende». La seconda sessione della giornata è stata curata da neolaureati e dottorandi, autori dei progetti elaborati nei corsi di geologia e geotermica, idraulica e costruzioni idrauliche, ingegneria sanitaria ambientale, sismologia applicata, urbanistica, architettura e paesistica.
Tra questi, oltre ai lavori già ricordati, anche alcune analisi riguardanti i laghi come risorsa idrica, metodi di rimozione dei cianobatteri da acque di lago ad uso potabile, una simulazione di propagazione delle onde sismiche nel suolo e i resoconti di un monitoraggio ambientale e del consumo del suolo.
Di particolare interesse, anche se di portata extraterritoriale, il lavoro di Marco Caniato sulla gestione dei rifiuti sanitari nei Paesi in via di sviluppo, relazione di un'analisi sui sistemi di smaltimento negli ospedali e nelle cliniche ospedaliere di Gaza, una delle tante missioni internazionali messe in campo dal CeTamb, il Centro di documentazione e ricerca coordinato da Carlo Collivignarelli, professore ordinario di Ingegneria sanitaria ambientale. Per chi fosse interessato a conoscere nei dettagli l'intera offerta formativa il prossimo 12 maggio il polo universitario di via Branze aprirà le porte al pubblico, dalle 14.30 alle 18, per un pomeriggio di «open day» e visite guidate alle aule e ai laboratori.
Alessandro Carboni