Università

Ingegneria sposa l'informazione

I principali gruppi di ricerca spaziano dalla microelettronica alla automazione industriale, passando per robotica e telecomunicazioni

Quando si dice Ingegneria alcuni potrebbero pensare alla meccanica, altri associarla all'elettronica, altri ancora al ramo civile. A poche persone, nella maggioranza dei casi, potrebbe venire in mente di accostare i termini ingegneria e informazione. Quest'ultima infatti è una parola che si associa di più alla comunicazione, alla sociologia o al marketing. Alla Statale esiste invece un dipartimento chiamato «Ingegneria dell'informazione».

Proprio a questa struttura - che in sigla viene indicata come Dii - è dedicata la terza tappa del nostro viaggio nei nuovi dipartimenti dell'ateneo bresciano. Anche questa settimana siamo in via Branze 38, ma abbiamo cambiato piano rispetto alla puntata precedente.

Il dipartimento di Ingegneria dell'Informazione continua la tradizione inaugurata trent'anni fa dal dipartimento di Automazione industriale, poi rinominato dipartimento di Elettronica e Automazione. Una realtà che ha sempre legato la propria attività di ricerca al tessuto produttivo locale.

«Muovendo dai bisogni del territorio - racconta il direttore del Dii Emilio Sardini - il dipartimento ha indirizzato la propria ricerca e attività formativa per innovare i processi produttivi, puntando sul sinergico apporto dell'Elettronica, dell'Informatica, delle Telecomunicazioni, dell'Automatica e della Fisica. Negli anni sono stati quindi consolidati in maniera multidisciplinare i diversi aspetti dell'Information and Communication Technology (Ict), così che la nuova struttura è stata appunto ribattezzata dipartimento di Ingegneria dell'Informazione».

Attualmente lo staff del dipartimento consta di 16 professori ordinari, 16 associati e 25 ricercatori, coadiuvato anche da una quarantina tra assegnisti e dottorandi. La ricerca del Dii abbraccia numerosi ambiti, sostenendo il trasferimento tecnologico che ha consentito lo sviluppo anche di alcuni spin-off. I principali gruppi di ricerca spaziano dalla Microelettronica alla Strumentazione elettronica, dall'Elettrotecnica ai Sensori, passando anche per le Misure optoelettroniche e di visione, la Fisica, la Matematica e la Ricerca operativa. Si studiano inoltre l'Identificazione e il controllo, i Campi elettromagnetici e la fotonica, le Telecomunicazioni, l'Interazione uomo-macchina e la Robotica.

Il Dipartimento è inserito in consorzi e istituti ministeriali. I principali sono il Cini (Consorzio interuniversitario nazionale per l'Informatica), il Cnism (Scienze fisiche della materia), il Cnit (Telecomunicazioni), l'Indam (Istituto di alta matematica), l'Infn (Fisica nucleare), l'Infm (Fisica della materia), l'Istituto Cnr di Acustica e Sensoristica «Orso Mario Corbino». Il Dii partecipa anche alle attività del Cern, con un importante supporto alle ricerche su materia e antimateria e sui suoi recenti sviluppi conosciuti come «la particella di Higgs».

«L'attività è svolta con entusiasmo dai ricercatori, consapevoli di partecipare allo sviluppo di un settore che negli ultimi 30 anni ha rivoluzionato la nostra vita quotidiana, mediante l'introduzione del Pc e la diffusione di Internet. I ricercatori si confrontano in ambito internazionale pubblicando su riviste e partecipando a congressi", osserva Sardini, aggiungendo: "Un occhio particolare è focalizzato sul trasferimento tecnologico a servizio dell'industria. Attualmente abbiano in essere numerosi contratti per svolgere ricerca di base e applicata sia con privati sia con enti pubblici nazionali e internazionali».

Mario Nicoliello

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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