Università

«Il questionario on line va riformulato»

La presa di posizione d'un gruppo di docenti, ricercatori e studenti contro l'iniziativa ministeriale.

Parte un controsondaggio, aperto a tutti i cittadini, sul valore legale della laurea. L'iniziativa - operativa fino al 15 maggio - è stata promossa dall'Assemblea nazionale per un'università bene comune e dalla Convenzione nazionale della scuola bene comune (a cui aderiscono docenti, ricercatori, studenti, precari) «per smascherare gli espedienti ingannevoli sottesi al questionario proposto dal ministro Profumo sul sito del Ministero». Le due organizzazioni sottolineano che il questionario del Ministero è «organizzato in modo tale che appare realizzato pregiudizialmente al fine di ottenere un risultato scontato: sì all'abolizione del valore legale del titolo di studio». I promotori hanno dunque deciso per un contro-sondaggio con un questionario «che risulti trasparente e senza secondi fini, esponendo esplicitamente gli argomenti sia di chi è favore sia di chi è contrario all'abolizione».
Secondo le Assemblee organizzatrici, la mossa del Ministero «appare rientrare nei piani del processo di privatizzazione dell'istruzione pubblica, come emerge dal complessivo de-finanziamento di scuola e università; dall'adozione di sistemi di valutazione punitivi; dal sostanziale azzeramento del fondo per il diritto allo studio; dal blocco del turn-over; dalla chiamata diretta degli insegnanti, dai contributi volontari delle famiglie per l'ordinario funzionamento delle scuole e dall'aumento delle tasse universitarie. Il risultato della cancellazione del valore legale del titolo di studio porterebbe inoltre in pochi anni - aggiungono - a classificare i diplomati e i laureati solo in base alla scuola o all'ateneo di provenienza, e non alle reali qualità individuali. Verrebbe a realizzarsi così una divisione fra chi potrà permettersi scuole e università di serie A e chi non potrà per ragioni economiche, un ritorno a un passato che pensavamo ormai superato, quando i figli dei dottori facevano i dottori e i figli degli operai gli operai».
La parola dunque ai cittadini, che potranno rispondere anche a questo nuovo quesito.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...