CORTE FRANCA Una zampata in partenza ed un morso letale in chiusura sono sufficienti all'Orsa per avere la meglio su uno spento Vallecamonica e rimanere nei quartieri alti inguaiando ancor più gli avversari nei bassi fondi.
Va detto che per battere i rivali la squadra di Parzani (sostituito da Filippini), non deve fare nulla di trascendentale. Gli basta essere quadrata, con spigoli pungenti nel reparto avanzato, dove Valente, pur restando a secco, svolge l'importante punto di riferimento offensivo evidenziando oltre ad una buona dose di agonismo e apprezzabili doti tecniche. Riuscire a tenere la palla tra i piedi portandosi dietro gli avversari, è qualità importante per chi svolge quel compito; a maggior ragione, in una sfida iniziata in discesa, risulta fondamentale far salire i compagni, così come saper intraprendere la via del contropiede.
Per gli ospiti, anch'essi posizionati con il 4-4-2, invece, non si accende mai la lampadina: mancano i giusti sincronismi per illuminare la manovra, gli avanti mostrano limiti evidenti e la difesa paga a caro prezzo le disattenzioni nella zona calda (fatali le due reti subite da palle inattive all'interno dell'area piccola). L'avvio del match è un gustoso antipasto di un pranzo che si rivelerà al contrario mediocre. L'inizio spumeggiante infatti, perde presto le bollicine ed il gioco vivace, fatto di continui ribaltamenti di fronte, già dopo un quarto d'ora lascia il posto allo show dei passaggi sbagliati.
Partono i camuni con Pezzoni che al 3', ben servito da Girelli, lascia partire un tiro al quale Vicari si oppone allungandosi. Lo stesso 10 ospite poco dopo ci riprova da fuori, ma la sua conclusione sorvola la trasversale. La risposta locale è nel mancino a giro di Marco Ferrari che si perde alla destra del portiere. Poi i due 4, ad un giro di lancetta di distanza, mandano fuori, ma quello di casa, Loda, non fallisce la seconda chance al 15' irrompendo nell'area piccola sulla punizione calciata da Marco Ferrari. La rete del vantaggio fa praticamente calare il sipario sul primo atto.
Nel secondo, l'allenatore camuno viene cacciato dall'intransigente direttore di gara e va dar indicazioni al di là della recinzione, a pochi passi dal collega squalificato. I suoi provano a spingere disordinatamente ma sprecano spesso buone iniziative perdendosi in egoismi e le più ghiotte occasioni sono forse quelle create dai padroni in contropiede che riescono a chiudere il match al 39' con il neo entrato Turki, abile ad insaccare su calcio d'angolo incornando sottomisura. Nel finale, ospiti protagonisti con l'espulsione di Medaglia ed il gol della bandiera in tempo di recupero siglato da Ducoli, bravo con un'incornata a scavalcare Romano.



