BRESCIA Campioni non si nasce, si diventa. Frase quanto mai scontata, ma in ogni caso veritiera. A maggior ragione se si parla di rugby. Molto spesso, infatti, negli ambienti ovali si sente ripetere lo stesso ritornello: «Siamo poco competitivi a livello internazionale, perché i ragazzi si avvicinano tardi a questo sport». Una cantilena che, a Brescia, sembra non trovare riscontri. L'esempio più vicino nel tempo, lo fornisce il Torneo dei due Laghi che, sabato 19 e domenica 20 maggio, ha portato in città 1.500 aspiranti campioni: dai piccolissimi dell'Under 8 ai quasi adulti dell'Under 20.
«Una grande festa del rugby!» come l'ha definita il presidente dei biancoazzurri, Remo Pola, che ha coinvolto più di 25 società provenienti dall'Italia intera, su più palcoscenici: dal campo del rugby Brescia, l'Invernici, ai campi del Botticino, del Fiumicello e del Gussago, sino a Campo Marte.
Proprio all'interno del parco cittadino, si sono esibiti i più piccini dell'under 8, che con il loro entusiasmo hanno contagiato anche i passanti più distratti. Ed è proprio questo lo scopo della manifestazione, ormai giunta alla decima edizione: diffondere la conoscenza e la passione per la palla ovale.
Un appello a cui i giovani giocatori hanno risposto dando vita a un meraviglioso spettacolo, a prescindere dall'età e dal livello tecnico, trascinando gli spettatori in un tifo scatenato ed emozionante. In una festa come il Due Laghi, poco importa chi vince, ma è giusto rendere merito ai risultati sul campo.
Il vincitore assoluto - cioè la società che ha ottenuto il miglior piazzamento nelle categorie Under 10, 12,14 - è il Fiumicello Rugby.
Laura Almici