Ci si può immaginare che la maggior parte dei genitori, di fronte alla richiesta di scegliere fra dialogo o maniere forti, potrebbe rispondere che entrambi i metodi sono necessari e che l’ impiego dell’uno o dell’altro dipende delle circostanze. Curioso è invece il risultato di uno studio, eseguito su tutto il territorio italiano, secondo il quale i genitori che ricorrono all’uso di schiaffi e sculaccioni per impartire lezioni ai propri figli risultano essere poco più di un quarto del totale (27%). Il ricorso al dialogo e all’ascolto all’interno dell’ambiente familiare sono considerati invece strumenti di educazione fondamentali secondo la maggior parte dei genitori italiani.
Sembra assecondare posizione anche la nuova campagna lanciata da Save the Children “A mani ferme- per dire no alle punizioni fisiche nei confronti dei bambini” che si propone proprio di implementare il dialogo, in modo tale da ridurre l’utilizzo delle maniere forti in famiglia. L’obiettivo della campagna, promossa dalla famosa associazione che da anni si occupa di abusi sui minori e di emergenze umanitarie soprattutto nel terzo mondo, è quello di proporre ai genitori il solo utilizzo della parola come strumento disciplinare necessario ed efficace. Ci si dovrà così armare di pazienza ulteriore per poter affrontare quella che, per una coppia di genitori su quattro, appare come una vera e propria sfida.
Verrebbe da pensare che la questione non è certo una novità, se già nel II sec. a. C. nella commedia Adelphoe dell’autore latino Terenzio, il modello educativo romano intransigente e repressivo veniva messo a confronto con quello più tollerante e permissivo di matrice greca.
A distanza di secoli, quale sia il metodo migliore per educare i propri figli, ancora non è chiaro, anche se appare evidente che il ricorso al classico “non si fa” o ad una semplice ramanzina spesso non basta a fare desistere i figli da atteggiamenti scorretti o pericolosi. Allora, dialogo o maniere forti? Lasciamo continuare i lettori.
Maffetti Andrea
4°C Liceo Scientifico A.Calini
Tratto da GdB di mercoledì 28 marzo 2012 "Per un genitore su quattro gli schiaffi sono educativi" (pag. 7)


