Scuola

Lezione di pace grazie al piccolo kaki di Nagasaki

Un alberello di kaki discendente da una pianta sopravvissuta alla bomba atomica di Nagasaki nel 1945 è stato piantato nel giardino della scuola primaria Ugolini. Un segno di speranza e rinascita, che le maestre dell'istituto di via Repubblica Argentina hanno voluto proporre agli alunni di quinta elementare grazie al progetto «Kaki tree».

La responsabile della scuola, Rosa Scarpa, ha definito l'evento «una celebrazione semplice ma carica di significato, che speriamo faccia crescere splendidi frutti nei nostri cuori». La cerimonia di piantumazione ha avuto inizio con «l'alza bandiera» degli alpini della Volta, seguito dagli inni giapponese e italiano intonati dal flauto degli alunni mentre i gonfaloni delle due nazioni venivano issati verso il cielo. Ad assistere al rito una delegazione giapponese con il dottor Masayuki Ebinuma, il botanico che si è preso cura del vecchio kaki subito dopo il bombardamento, e che ha iniziato a distribuire agli alunni delle scuole particelle provenienti da quell'albero come segno di pace.

Un gesto che negli anni ha raggiunto una portata mondiale, diventando un messaggio di speranza, come ha sottolineato anche il sindaco Adriano Paroli, affiancato dal presidente del Consiglio comunale Simona Bordonali e da sindaco e consiglio comunale dei ragazzi.

Questo è il trentottesimo kaki di seconda generazione trapiantato a Brescia, «una sorta di materiale di studio vivente per la pace», come lo ha ribattezzato il dottor Ebinuma, prima di donare al dirigente scolastico Luigi Guizzetti un foulard, il simbolo artistico dell'evento.

Il progetto «kaki tree» ha impegnato gli alunni dell'Ugolini sin dall'inizio dell'anno, in un lungo lavoro di conoscenza e di apprendimento del vero significato della pace, e ha come scopo la realizzazione di un programma artistico di «Rinascita del tempo».

Dopo aver studiato gli avvenimenti storici legati all'esplosione della bomba atomica, i bambini hanno approfondito la conoscenza di alcuni aspetti tipici della cultura giapponese e infine hanno esaminato la Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo, dei Bambini e la Carta della pace di Nagasaki. È poi giunto il momento tanto atteso della piantumazione del piccolo kaki nel giardino della loro scuola, accolto tra le note della celeberrima «We are the world» di Michael Jackson e Lionel Richie.

Francesca Roman

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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