Ci sono Josè Pedro, Antonia Cristina e Aglay nella storia dei ragazzi di 14 anni della 3ª A delle medie di Bagnolo: una presenza che viene da lontano, dal Brasile e da Fortaleza, dove opera Lieta Valotti, la volontaria bresciana impegnata nella crescita di tanti ragazzini in difficoltà. Ragazzini che vengono aiutati a distanza, come è capitato a Bagnolo.
Dunque, festa della focaccia a metà febbraio, alle 10.55 che è il momento della ricreazione all'Istituto comprensivo. Si è trattato di una focaccia solidale, a favore di Lieta e dei suoi ragazzi, la cui adozione ha radicamento quasi decennale nelle scuole bagnolesi.
L'iniziativa dell'adozione di ragazzi brasiliani vide come promotrici insegnanti oggi in pensione - la prof. Nerina Vacchi alle medie e la maestra Elide Rampini alle elementari -,e il testimone è stato raccolto da chi è subentrato nell'impresa. Così, restando alle medie, quando la prof. Vacchi lasciò un paio di anni fa, la preoccupazione che Josè Pedro, Antonia Cristina e Aglay potessero continuare a godere di studio, vitto e alloggio a Fortaleza fu dei suoi ragazzi che allora frequentavano la prima e che ora sono ad un passo dagli esami di licenza. Preoccupazione non indifferente perché sono oltre 200 gli euro necessari all'adozione annuale di un ragazzo: moltiplicati per tre, visto che fino ad allora ci si era spinti a tanto.
Fatto sta che i ragazzi del corso A, presi in carico da altri insegnanti, non mancarono all'impegno e quest'anno, diversamente che la bancarella dell'usato il giorno dell'Immacolata, hanno proposto la focaccia solidale. Si è trattato di una semplice diversità di impostazione, che ha mantenuto la freschezza degli intendimenti, condita da entusiasmo e da rosmarino di casa. Meglio, rosmarino della scuola, visto che la professoressa che ha diretto l'operazione-foccacia da sette anni, con i ragazzi, cura l'orto dell'Istituto comprensivo. Perciò, dopo i sacchetti di salamoia bolognese - rosmarino, salvia, pepe e sale grosso -, e di melissa officinalis, prodotti biologici, d'Istituto, piazzati opportunamente sul mercato interno al momento dei colloqui generali sempre a favore dell'Operazione Lieta, c'è stata la focaccia. Farina con uno zero, lievito madre, acqua e nuova salamoia, con rosmarino e sale: i dettagli della cottura sono stati a carico del Centro di Formazione professionale «Canossa» che ha offerto farina e collaborazione, secondo quantità calcolate.
L'iniziativa, come già la bancarella dell'usato dell'Immacolata, non è stata circoscritta ad un gruppo di ragazzi. Piuttosto ha creato animazione e solidale partecipazione nei ragazzi e negli insegnanti senza nulla togliere ai tempi delle lezioni.
Non più di tre tranci a testa, era la consegna, per non creare ingorghi ai forni del «Canossa» gestiti dal corso di pasticceria del professor Claudio Ellesbani, per tramite dell'insegnante Gianni Carilli. E alla fine, merenda strepitosa con Josè Pedro, Antonia Cristina e Aglay, ad un euro e mezzo al trancio, garantiti per un anno intero.
Lina Agnelli



