Scienza

Mille gradi in più al centro della Terra

Il centro della Terra è mille gradi più caldo di quanto si pensasse. I nuovi risultati dello studio del Consiglio nazionale delle Ricerche francese Cnrs, pubblicati su «Science», risolvono un conflitto fra teorie ed esperimenti che durava da vent'anni. Secondo gli scienziati, la temperatura nelle vicinanze del centro della Terra è di 6000 gradi centigradi, mille in più di quanti vennero fuori da un precedente esperimento compiuto 20 anni fa.

Questi dati confermano i modelli geofisici che prevedono una differenza di temperatura fra nucleo solido e mantello sovrastante di almeno 1500 gradi per spiegare il campo magnetico terrestre. Il nucleo della Terra è formato principalmente da una sfera di ferro liquido alla temperatura di oltre 4mila gradi e pressione superiore a 1,3 milioni di atmosfere. Gli scienziati, usando una nuova tecnica a raggi X, hanno stabilito che il punto di fusione del ferro è di oltre 4800 gradi a 2,2 milioni di atmosfere. Poi, usando una estrapolazione, hanno scoperto che con una pressione di 3,3 milioni di atmosfere, la temperatura di fusione è di circa 6 mila gradi con una tolleranza di 500 gradi.
Nel frattempo, utilizzando le informazioni raccolte da campioni di sedimenti marini in profondità, un team di ricercatori dell'Università di Bristol ha effettuato nuove scoperte sulla dinamica dell'eruzione del vulcano Tambora in Indonesia nel 1815 - una delle più grandi eruzioni vulcaniche degli ultimi mille anni.

L'interpretazione e la comprensione delle eruzioni del passato sono importanti per la valutazione dei rischi legati alle eruzioni future. Durante l'eruzione del Tambora nel 1815, la maggior parte del materiale piroclastico eruttato andò disperso per depositarsi successivamente nell'oceano Indiano e nel Mar di Giava.

Il nuovo studio condotto da Jessica Kandlbauer si è concentrato sulla granulometria della cenere depositata nel mare profondo in comparazione alla granulometria della cenere caduta a terra. La valutazione della granulometria di questi depositi vulcanici ha fornito informazioni utili per calcolare più efficacemente le implicazioni ambientali delle eruzioni, in particolare in termini di salute umana e di sicurezza aerea. Prima di questa ricerca, il confronto tra i campioni di cenere di terra e di mare non era stato mai effettuato, a causa dell'elevata turbolenza dell'ambiente oceanico.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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