Scienza

La casa delle Alpi per 30mila specie di animali

Il Festival dell'Ecoscienza «Biodiversamente», giunto alla terza edizione, ha messo a tema le Alpi e la loro funzione di «serbatoio d'Europa». I numerosi eventi organizzati dal WWF in collaborazione con l'Associazione Nazionale Musei Scientifici, hanno dedicato spazio a momenti di informazione e di divulgazione scientifica finalizzati a fare conoscere la grande catena alpina e l'insieme delle sue ricchezze naturali.
L'importanza e la grandezza delle Alpi nel contesto del continente europeo possono essere sintetizzate attraverso alcuni dati: la lunghezza è pari a 1.200 chilometri e la superficie complessiva è di 191mila chilometri quadrati, dei quali il 39 per cento è coperto da foreste e il 23 per cento è destinato ad attività agricole. Circa 30mila sono le specie animali ospitate (20.000 invertebrati, 200 uccelli nidificanti, 80 mammiferi, 80 pesci, 21 anfibi e 15 rettili), e 13mila quelle vegetali, delle quali ben 400 sono esclusive della catena montuosa.

Per tali motivi le Alpi sono riconosciute come una delle 238 ecoregioni d'importanza globale per la conservazione della biodiversità.
È importante sapere che negli anni 2013 e 2014 il nostro paese avrà la presidenza della Convenzione delle Alpi, finalizzata a salvaguardare l'ecosistema alpino ed a promuovere lo sviluppo sostenibile di quest'area, a beneficio dello sviluppo delle comunità umane e della conservazione della natura.
Il dossier del WWF «Alpi: tetto d'Europa al sicuro», prodotto in occasione del festival e reperibile in rete, si preoccupa infatti di inquadrare anche la presenza dell'uomo. Nel quadro globale risaltano sia opportunità colte e sviluppate nell'impegno di un utilizzo sostenibile del territorio, sia fattori di criticità derivanti ad esempio dalle politiche dei trasporti, dalle infrastrutture per il turismo di massa (sulle Alpi si concentra l'11 per cento del turismo mondiale), e dalla perdita delle condizioni di naturalità del 90 per cento dei corsi d'acqua. Sugli otto paesi nei quali viene ripartito l'arco alpino, Francia, Principato di Monaco, Italia, Svizzera, Liechtenstein, Germania, Austria e Slovenia, si riscontra inoltre anche una grande ricchezza di elementi linguistici, culturali e tradizionali.

La conservazione dello straordinario patrimonio di biodiversità animale e vegetale presente sull'arco alpino, e la conoscenza delle dinamiche evolutive del paesaggio d'alta quota causate ad esempio dalla riduzione delle masse glaciali, sono favorite dall'utilizzo di moderne tecnologie, come dimostrano ad esempio alcune ricerche condotte nella facoltà di Ingegneria dell'Università degli Studi di Brescia sui ghiacciai del gruppo dell'Adamello.

Relativamente al monitoraggio della fauna hanno assunto grande importanza le analisi genetiche, che consentono da piccoli elementi quali peli o fatte di risalire alla schedatura di un individuo, e l'utilizzo delle foto-trappole e della radio-telemetria. La disponibilità di strumenti fotografici utilizzabili anche con basse temperature e con una resa qualitativa elevata anche in condizioni notturne sta aiutando significativamente le ricerche sul campo degli operatori faunistici, mentre radio trasmittenti di dimensioni sempre più ridotte e affidabili, e dotate di segnalatori di posizione GPS, rendono possibile in tempo reale la conoscenza della posizione precisa di un animale.
Il controllo degli individui dotati di radiocollare favorisce l'attivazione delle procedure di allontanamento e cattura degli esemplari dal carattere problematico, come avviene ad esempio nel caso dell'orso.

Va sottolineato che tutti questi strumenti favoriscono la realizzazione di monitoraggi che non creano alcun disturbo agli animali.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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