È indubbio che l'andamento dei mercati e delle vendite influenzino le scelte marketing e di produzione delle industrie motociclistiche: sciocco e pericoloso che non fosse così. Questa premessa per accogliere con piacere, curiosità e interesse la nuova Kawasaki Versys 1000 - presentata al recente Eicma di Milano - attesa nel 2012 come una delle antagonista nel ricco e seguito mondo delle Bmw GS 1200, Ducati Multistrada 1200, Yamaha Super Teneré 1200, Guzzi Stelvio 1200, Triumph Tiger, Honda Crosstourer.
È questo, il settore delle potenti entrofuoristrada da turismo, una branca del motociclismo davvero felice in questi anni con numeri incoraggianti per il mercato motociclistico che da lustri addietro è sempre stato alla ricerca di quella moto totale in grado di accontentare l'appassionato mototurista, lo sportivo, il raffinato, l'amante della tecnologia ma anche e soprattutto dell'affidabilità a tutta prova.
Il nome «Versys» in casa Kawasaki non è nuovo e la 650, già presente sul mercato da qualche anno, è una ottima due cilindri di 650 centimetri cubi, che ha incontrato il favore del pubblico europeo (italiano e soprattutto francese); la nuova 1000 allarga un po' gli orizzonti con il suo motore a quattro cilindri (in linea) e con le sue sovrastrutture imponenti e robuste, adatte quindi al turista che viaggia spesso in coppia e con bagagli. La proposta della Kawasaki con questa versione 1000 della Versys è forse più semplice (e più scontata) rispetto alle più sofisticate scelte della concorrenza: in questo caso Kawasaki - come sempre campione nel proporre moto dall'ottimo rapporto qualità prezzo - ha ripescato il suo storico mille a quattro cilindri, rivedendone l'elettronica e la potenza, che vengono così efficacemente riproposte in un mezzo che deve avere delle caratteristiche di trattabilità ed usabilità certo maggiori rispetto alle blasonate e già conosciute ipersportive di questo marchio.
Le sovrastrutture della Versys 1000 sono da supertourer di grossa stazza: ampio e largo il manubrio (elemento sempre determinante per la guidabilità), ottimo il sellone per accogliere guidatore e passeggero, più che discreta la capacità di carico col portapacchi posteriore adatto a un bauletto di grosse dimensioni e con la possibilità - complice la marmitta bassa - di installare capienti borse laterali. Per la ciclistica si è andati sul sicuro, con scelte atte a garantire comfort e certezza in ogni frangente: su questa nuova Versys 1000 è presente l'Abs (di serie) e anche l'efficace controllo di trazione che evita perdite di aderenza in situazioni critiche; il telaio in alluminio e le sospensioni a lunga escursione sono poi la dimostrazione della ricerca di un comfort di marcia di alto livello e, al tempo stesso, di una buona tenuta di strada.
Il motore di questa nuova 1000 deriva dal quattro cilindri già visto in casa Kawasaki sulla granturistica SX: in questa versione l'erogazione della potenza è stata rivista per enfatizzare il passaggio ai bassi e medi regimi, ma Kawasaki ha fatto ancora di più dotando questa grossa Versys di un pulsante che permette di variare la mappatura elettronica della centralina di controllo, consentendo al guidatore la scelta di un motore dalla potenza piena (quasi 120 cavalli) o ridotta (al 75 per cento) utilizzabile nei tratti urbani, sulle strade bianche e dove la grande cavalleria può mettere in difficoltà.
Il prezzo contenuto in 12.000 euro (ripetiamo con Abs di serie) è indicativo del felice filone di Kawasaki, che si ripete con la Versys 1000 in una proposta dal buon rapporto qualità prezzo.



