Duke 690, una nuda facile da domare

Sella comoda, manubrio rialzato, posizione quasi da motard, il tutto associato ad un monocilindrico che eroga dolcemente sino a 70 Cv

Molto dai modelli naked, poco dalle classiche moto entrofuoristrada, molto dalle rare e piacevoli fun bike: l'edizione 2012 della Ktm Duke 690 è il felice mix di tutte queste (vecchie) catalogazioni motociclistiche e, appunto perché non inquadrabile, questo nuovo modello austriaco è davvero interessante. Il prezzo contenuto in 7.500 euro (500 euro in meno per la versione senza Abs) pone la nuova Duke 690 - model year 2012 - in un settore di prezzo davvero interessante per un modello che, sulla carta, ha tante frecce da giocarsi sul piano della tecnica, della ciclistica, delle ottime finiture.

La Duke in casa Ktm nasce diciotto anni fa e se nelle prime versioni questa moto era la quasi completa trasposizione del propulsore da enduro di grossa cilindrata su una ciclistica stradale, oggi la Duke 690 rappresenta una vera moto naked - con manubrio rialzato - decisamente facile da guidare e molto divertente in ogni frangente. Il grosso monocilindrico a quattro tempi è sempre comunque un elemento caratterizzante, perché è in grado di sviluppare un'ottima potenza massima (siamo vicini ai 70 cavalli) ma, al tempo stesso, permette di variare il setting dell'elettronica che influisce sulla pastosità e sulla dolcezza di erogazione; nella Duke è poi presente una ciclistica di prim'ordine che garantisce tenuta di strada granitica, sicurezza elevata (anche l'Abs fa la sua parte) e una leggerezza di insieme molto gradita a chi cerca nella motocicletta agilità, facilità di guida, divertimento allo stato puro.

Le sovrastrutture di questa grossa mono Ktm sono essenziali ma più di una concessione al comfort di marcia è stato fatto: l'ampio sellone accoglie bene guidatore e passeggero (la Duke è accessoriabile con capaci borse, all'occorrenza), permettendo così un agevole uso turistico; il manubrio - quasi da motard - è piuttosto basso ma con le estremità rivolte verso il guidatore e la strumentazione, come vuole tradizione Ktm, vede al centro il contagiri analogico attorniato da una serie molto completa e ben leggibile di informazioni digitali.

Il propulsore della Duke è un monocilindrico a quattro tempi di 690 centimetri cubi di cilindrata; il raffreddamento è a liquido, l'alimentazione a iniezione elettronica (ovviamente è a norma Euro 3) e la distribuzione vanta un singolo albero a cammes in testa che comanda quattro valvole; è presente la doppia accensione, con diversa mappatura per ogni candela, e il comando dell'acceleratore è elettronico. Sei sono i rapporti del cambio e la frizione ha il sistema antisaltellamento: questo grosso mono ritorna una potenza massima che sfiora i 70 cavalli, con la possibilità di variare su tre gradi di setting l'erogazione della potenza (non c'è un comando remoto al manubrio ma la regolazione è posta sotto la sella). Di questa nuova versione del potente motore LC4 sono interessanti anche gli intervalli di manutenzione portati ora a 10.000 chilometri, con un notevole risparmio in termini di economia d'uso.

Raffinata, come vuole la scuola austriaca, la ciclistica della Duke: telaio a traliccio ben in vista, forcella a steli rovesciati e monoammortizzatore posteriore; di diametro molto grande l'unico freno a disco anteriore abbinato all'Abs per un reparto di prim'ordine considerando anche il peso di questa monocilindrica contenuto in soli 150 chilogrammi.

La Duke 690 edizione 2012 è un mezzo dunque adulto sia per chi vuole una leggera «mono» di grossa cubatura dalle grandi potenzialità sia anche per quel motociclista che ricerca le caratteristiche, forse ormai perse, delle mono giapponesi degli anni Ottanta che raccolsero tanti consensi per la loro facilità e piacevolezza d'uso.

Luca Scarpat

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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