La tecnologia bresciana nella lavorazione del carbonio della Avant Garde di Ponte San Marco, altre piccole migliorie che arrivano da vari cantieri lacustri, ed ecco l'inevitabile incontro con la vela delle Paralimpiadi. È accaduto, la scorsa settimana, al raduno della squadra azzurra nel golfo salodiano, ospite della Canottieri Garda. Le prime due «barre del timone» in carbonio e una coppia di sedili basculanti sono stati testati a bordo dello Skud 18, il doppio, che con l'equipaggio del sebino Marco Gualandris e della lignanese Marta Zanetti, sarà in gara ai Giochi paralimpici di Londra a settembre.
È l'ennesima dimostrazione di come la tecnologia «made in Brescia», sia di eccellenza nell'ambito del mondo velico più evoluto, abbinata alle condizioni di vento e onda che il Benaco propone tutto l'anno. È quanto si andrà ad offrire ad altri progetti, dall'imminente America's Cup ai Giochi Olimpici del 2016 a Rio de Janeiro. A Salò e alla Marina di Canottieri Garda durante il primo allenamento collegiale c'erano tutte le barche per l'Inghilterra. Per la classe 2.4 metre c'erano i singolisti Fabrizio Olmi (Avas Lovere) e Cristiano D'Agaro (Cv Alto Adriatico); per la Triplo Sonar Massimo Dighe (Fiamme Azzurre) - Paola Protopapa (Canottieri Aniene Roma) - Antonio Squizzato (Canottieri Garda); per lo Skud 18 Marco Gualandris (Avas Lovere) - Marta Zanetti (Cv Alto Adriatico). L'allenamento è stato condotto dai tecnici federali Devoti, Comboni e Maretti; tra gli osservatori il consigliere nazionale delegato all'attività paralimpica Rodolfo Bergamaschi.
s. pell.



