La Chirurgia pediatrica è l'unica rimasta, tra le chirurgie, ad intervenire a 360° sul corpo umano. Il raggio d'azione, dunque, non è specialistico su un preciso ambito, ma è esteso alla chirurgia del torace, vascolare, dello stomaco e dell'intestino, degli apparati riproduttivi, del fegato e delle vie biliari, del pancreas e della milza, dell'apparato urinario e delle lesioni della cute di tutti i distretti.
Con un impegno, spiegato dal professor Daniele Alberti, direttore della Chirurgia pediatrica dell'Ospedale dei Bambini al Civile di Brescia: «Lavorare e ragionare tenendo sempre conto della prospettiva del paziente e non del medico. In questo modo, abbiamo fatto sì che il bambino che deve essere operato, indipendentemente dal chirurgo specialista che si occuperà di lui in sala operatoria, rimarrà nello stesso reparto in cui ci sono tutti i bambini che richiedono una terapia chirurgica. Non è poco: significa che c'è personale infermieristico specializzato che si occupa di loro; significa che non si trovano in una corsia in cui ci sono adulti e anziani. Come abbiamo fatto? Semplice. A spostarsi non è il piccolo paziente, ma il chirurgo».
Tra le peculiarità della Chirurgia Pediatrica dell'Ospedale dei Bambini, diretta dal professor Daniele Alberti, vi è il trattamento delle patologie malformative e congenite, particolarmente nell'età neonata le e nei primi mesi di vita.
Le caratteristiche fisiologiche e metaboliche del neonato, del lattante e del bambino, molto diverse da quelle dell'adulto, fanno sì che essi necessitino di un approccio terapeutico specifico ed estremamente particolare. In quest'ottica, il primo obiettivo terapeutico è quello di ridurre lo stress chirurgico al quale sono sottoposti i piccoli e che può enormemente condizionare il decorso intra e peri-operatorio, rappresentando un fattore fondamentale per l'efficacia del trattamento chirurgico, qualunque esso sia.
Ancora oggi, buona parte degli interventi chirurgici pediatrici viene eseguita con tecniche che comportano accessi chirurgici tradizionali con conseguente ospedalizzazione protratta e necessità di trattamento antidolorifico prolungato; per ovviare a questi limiti, è indispensabile ricorrere sempre più alle tecniche mininvasive e, in particolare, alla chirurgia laparoscopica, caratterizzata dall'utilizzo di strumenti chirurgici particolari, che permettono, con incisioni cutanee di pochi millimetri, l'accesso diretto ed estremamente poco traumatico alle cavità toracica ed addominale, con miglioramento del decorso clinico, in termini di più rapido recupero, riduzione significativa del dolore post-operatorio e delle giornate di degenza ospedaliera.
Oltre che grazie alla disponibilità e alla possibilità di utilizzare uno strumentario chirurgico mininvasivo, l'implementazione dei risultati post-operatori si ottiene anche dalla possibilità di avvalersi della collaborazione dei maggiori specialisti internazionali che, per le varie branche della chirurgia pediatrica, sono dislocati in vari Paesi (Stati Uniti, Brasile, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Italia, Belgio, Germania, India, Giappone). Ciò risulterà possibile attraverso l'utilizzo di una sala operatoria «integrata», vale a dire dotata degli strumenti informatici che permettano l'esecuzione di interventi chirurgici in diretta video, con il contemporaneo collegamento a distanza di più specialisti, che possano interagire con gli operatori in tempo reale, in qualità di consulenti o, addirittura, di operatori, attraverso l'utilizzo della chirurgia robotica, ormai divenuta una realtà terapeutica, soprattutto nella chirurgia dell'adulto.
Pertanto, oggi non è più pensabile, con le risorse tecnologiche sempre più innovative a nostra disposizione, un approccio chirurgico in età neonatale e perinatale, che non preveda, quando possibile, l'utilizzo della chirurgia mini-invasiva, della sala operatoria «integrata» e, nel prossimo futuro, della chirurgia robotica.
Tale approccio dovrà essere sempre più incentivato, per migliorare ulteriormente il decorso post-operatorio di questi piccoli pazienti e, di conseguenza, i risultati a breve e lungo termine degli interventi chirurgici in età pediatrica.
Il reparto di Chirurgia pediatrica ha collaborazioni strette con centri italiani e stranieri. In particolare, il Royal Children's Hospital di Manchester, l'Ospedale pediatrico di Hanoi, il St Jude Research Children Hospital e «Le Bonheur Children's Hospital» di Memphis.
Anna Della Moretta



