Patricia Cornwell ha l'indiscutibile merito di aver creato un nuovo filone del giallo, quello dell'anatomopatologia, e un grande personaggio, Kay Scarpetta che sarà portato sullo schermo da Angelina Jolie, ma dopo i primi folgoranti thriller e con la miniserie dell'«uomo lupo» si è addentrata in una soap opera dagli esiti alterni. Lo si nota anche nel nuovo thriller, 19mo della saga, Nebbia rossa (Mondadori, pagine 382, euro 20) che si ricollega direttamente al precedente «Autopsia virtuale».
Ora Kay è in viaggio, strumentalizzata senza saperlo dalla ex-procuratore legale ed ex-amante della nipote Lucy, per incontrare una detenuta legata alle recenti morti e incappa in vecchi e nuovi delitti che scoprirà collegati, alcuni dei quali in un carcere femminile modello di massima sicurezza, con fini terroristici. La prima parte è lenta, ardua per chi non conosce i precedenti e persino farraginosa, ma dopo pagina 250, quando Scarpetta passa dalle sensazioni alle intuizioni sul tavolo delle autopsie, si rivede la miglior Cornwell e il tutto decolla. A proposito, tra le vittime c'è anche uno dei personaggi che compongono il cast tradizionale...ma. ber.