Delitto venuto dal passato

Di nuovo in pista i quattro vecchietti del BarLume che, con l'aiuto del «barrista» Massimo, «inventano» e risolvono un caso d'omicidio.

Con questi... quattro amici al barre (licenza toscana), non si può mai star tranquilli. Un'indagine, vera o presunta, ci deve pur essere, a trasformare noia e scherzi in un goliardico lavoro da investigatori.

Eccoci di nuovo al BarLume, dove Massimo - il barrista dalla mente matematica - deve tenere a bada la «gerontocrazia» dell'aperitivo, rappresentata da Ampelio (che è il su' nonno), Aldo (il ristoratore), il Rimediotti ed il Del Tacca. Quattro clienti non proprio ideali che, in mancanza di «vittime fresche», s'inventano una storiaccia di omicidio scambiato per morte naturale. Tutto partendo da una vendita sospetta di una casa.

Ma l'assenza di un delitto fresco non è la sola novità in «La carta più alta», quarta avventura dell'insolito quintetto. Stavolta Massimo - che deve anche combattere, nella sua nuova casa contro il puzzo di fritto che si spande dalla cucina del piano di sopra -, complice un infortunio al ginocchio, è costretto a collaborare dall'ospedale. Fortuna... letteraria vuole che proprio lì, nella sua camera di degenza, entri in contatto con un medico che lo aiuta a fare luce su questo strano caso, dove faide familiari, dottori messi alle strette ed eredità da spartirsi contribuiscono al buon esito del nuovo sforzo investigativo. Che si conclude - anche grazie al coinvolgimento dell'ineffabile commissario Fusco - con un vero trionfo.

Col solito humour corrosivo, Malvaldi sfrutta nuovamente il giallo come scusa per rinfocolare la passione tra i lettori e questi personaggi cui è impossibile resistere. Chi ha problemi di linea, chi sta per vendere l'attività di una vita. O chi, come la banconista Tiziana, torna - probabilmente solo per una parentesi - al suo posto, con scollature generose a sollazzare vecchi e nuovi clienti. Malvaldi prosegue imperterrito lungo il suo percorso, senza mai cercare di strafare. L'equilibrio nel racconto, l'irresistibile verve dei nonnetti terribili, il sarcasmo del «barrista». Tutto come sempre, sotto l'insegna del BarLume. Rassegnati Massimo: non te li toglierai mai dalle scatole, speriamo per almeno qualche altra storia.
Rosario Rampulla

La carta più alta

Marco Malvaldi
Sellerio, 196 pagine, 13 euro

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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