Il crollo del muro di Berlino ha riplasmato la vecchia Europa. Uno Stato più grande, la Germania, si è costituito nel suo cuore ma, per converso, mezzo continente si è dissolto. L'Unione Sovietica si è ridotta ad un rissoso caleidoscopio, la Jugoslavia è andata in frantumi, la Cecoslovacchia si è spaccata in due.
Karl Schlögel è andato alla ricerca di un'Europa meno accessibile al primo sguardo, l'Europa delle città che negli ultimi decenni hanno mutato il loro volto.
«La storia - suggerisce l'autore -, si svolge in un luogo, non in uno spazio vuoto. Nel 1989 l'Europa è stata il palcoscenico dei "momenti storici" con i quali è finito il XX secolo e il teatro in cui sono entrati in scena gli attori della nuova Europa».
Oggi l'Europa «viene nuovamente esplorata e misurata. In questo processo un ruolo particolare spetta alle città
le strade e le piazze sono diventate lo spazio pubblico in cui ha fatto la sua comparsa il cittadino, grande sconosciuto».
Ovviamente Schlögel non poteva trascurare le grandi città: Napoli e Berlino, Londra e San Pietroburgo, Mosca e Ginevra. Ma il lettore sarà più incuriosito dalla lituana Marjampole o da Niznij Novgorod, e ancora dall'ungherese Kosice. In tutti i luoghi in cui l'autore getta il suo sguardo si scopre una straordinaria vitalità alimentata dalla loro storia. Ma ciò che più lo colpisce, e colpisce anche noi, è che questa storia non è pietrificata ma è un testo che si continua a scrivere sotto i nostri occhi. Per questo il loro fascino non tramonta mai.
Giovanni Vigo
Arcipelago Europa
Karl Schlögel
Bruno Mondadori, 303 pagine, 24 euro