Cucina

Una guida per un mondo sterminato

Il mondo delle birre artigianali, più che una realtà sulla quale ci si può soffermare a studiare, è un vulcano in piena eruzione. Quando infatti credi di esserti fatto un quadro abbastanza esauriente, devi ricominciare tutto da capo.
Accade anche ai curatori dell'unica guida che ha tentato (dal 2009) di mettere in fila il settore ed orientare il consumatore.

Nel 2009 i micro birrifici erano 251, mentre scriviamo sono almeno il triplo e mentre asciuga l'inchiostro di questa copia, magari un altro ragazzo coraggioso ha cominciato a cuocere orzo maltato e sta per produrre la sua birra.
A Brescia abbiamo censito sette birrerie (da non confondere con i pub che producono la propria birra) che certamente producono e vendono sia in fusto che in bottiglia, ma già ci è giunta notizia di nuove aperture. Ne parleremo presto.

Stiamo quindi alla guida curata la Luca Giaccone ed Eugenio Signoroni (che è bresciano). La guida alle birre d'Italia 2013 recensisce 227 birrifici, 51 dei quali hanno raccolto un riconoscimento dagli autori. Ma il clou dell'opera sono le birre che gli autori hanno assaggiato e riassaggiato. Alla fine dopo 1.400 birre, ne hanno recensite con minuzia 1.191 e ne hanno premiate 144. Il taglio dell'opera quindi, a differenza delle guide sul vino, punta più ad educare l'appassionato nella scelta e nella degustazione che sul presunto migliore, guidati dallo splendore delle stelle o dei bicchieri.
Le birrerie bresciane recensite non sono molte, neppure tutte quelle già operanti alla chiusura dell'opera. Tra le birre premiate, con i soliti personalissimi simboli di slow food, troviamo una sola bresciana che però è grande birra ed è la birra Fiordalisa di Manerba Brewery che è anche il maggior produttore di birra artigianale bresciana e nasce a lato della più celebre cantina Avanzi. Produce 2.300 ettolitri l'anno circa e si avvale da un paio d'anni di un nuovo maestro birraio e di nuovi impianti.
In guida troviamo l'emergente Fratelli Trami di Capriano del Colle che produce 500 ettolitri l'anno. Tutti i nomi delle birre hanno il nome di piste da sci: indovinate dove vanno i fratelli la domenica.

Nella guida fin dalla prima edizione c'è la Babb (Birrificio Artigianale Bassa Bresciana) di Manerbio. Solo 850 ettolitri l'anno, ma con grande varietà e personalità. La Babb è stata una sorta di «nave scuola» della maggior parte dei micro birrifici bresciani. Come il tecnico Maurizio Cancelli è stata la chioccia che ha fatto nascere molte realtà nuove fino a che non hanno messo proprie gambe.

Ma dopo la Bassa c'è anche il Birrificio Artigianale della Franciacorta (BAdeF) di Passirano. Azienda giovanissima è tutta da seguire.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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