Cucina

Quattro cene «firmate»per una buona causa

Mangiare può far bene, molto bene. E non solo a chi siede a tavola, magari con nel piatto le invenzioni di alcuni grandi chef. Può infatti far bene anche a distanza, ad un Paese dalla spiritualità millenaria e dal drammatico presente d'occupazione e repressione come il Tibet, la sua gente, soprattutto i suoi bambini.
Alla vigilia dell'atteso arrivo a Milano del Dalai Lama, «Brescia for Tibet» ha infatti organizzato una settimana di iniziative a Castello Malvezzi, sul colle San Giuseppe a Nord della città (incontri, approfondimenti, mostre e cene d'autore da oggi al 28 giugno) con la chiara finalità di illustrare la situazione del Paese asiatico, da decenni sotto il «tallone» cinese, e di raccogliere fondi per aiutare i bambini orfani ed esuli.
Si comincia stasera con l'inaugurazione e - per quel che interessa più direttamente questa pagina - con due chef bresciani: Andrea Mainardi, di Officina Cucina di Brescia, a partire dalle 18, proporrà un cocktail ed i suoi «finger foods», mentre alle 20.30 sarà Beppe Maffioli del Carlo Magno di Collebeato, ad aprire la serie delle cene «firmate» interpretando con il numero degli ingredienti le suggestioni che il 7 richiama. Ci saranno così 7 salse per accompagnare il «tataki» di tonno rosso, 7 germogli di verdure abbinati al risotto con tartare di gamberi, mentre nel dolce ecco 7 frutti e 7 verdure per dare vita insieme a una zuppetta tanto semplice quanto sorprendente.
Domani sera, venerdì, alle 20 e 30 il palcoscenico sarà invece tutto per il bi-stellato Fabrizio Ferrari del Roof Garden di Bergamo. Lo chef si è lasciato ispirare dal mondo dei chakra, dal concetto di rinascita, dai cicli terrestri, alla numerologia per creare piatti con ingredienti lombardi: polenta, fiori di zucca, Strachitunt e aceto vecchio, ma in chiave zen.

Il 27 giugno sarà invece di scena il Sud, con Rosanna Marziale, de «Le Colonne» di Caserta, che alle 20.30 interpreterà nel piatto forme e caratteristiche di Hotei, un monaco zen molto ricorrente nell'iconografia buddhista. Il tutto utilizzando rigorosamente 7 ingredienti «meridionali»: mozzarella, pomodori, pasta, ricotta, bufalo, ortaggi e riso.

Gran finale giovedì 28 giugno, quando sarà la volta di Daniele Zennaro, del Vecio Fritolin di Venezia. Ed anche in questo caso saranno Laguna insieme al numero 7 ad ispirare i piatti e le preparazioni.

I prezzi (gratuito il cocktail di Mainardi, 50 per la serata con Maffioli e 70 per le altre) sono davvero promozionali ed «alleggeriti» dalla finalità benefica: l'intero ricavato sarà infatti destinato ai bimbi dei Tibetan Children's Villages di Dharamsala, che Enrica Bortolazzi, patron di Castello Malvezzi, sostiene da anni (portando personalmente gli aiuti fino ai villaggi). Gli interventi degli chef si inseriscono infatti in un programma interamente pensato per raccogliere fondi per i bimbi esuli del Tibet. Per tutta la durata della manifestazione a Castello Malvezzi, sarà aperta una mostra fotografica di opere, tutte ispirate al Tibet, realizzate tra gli altri da Oliviero Toscani, Monika Bulaj, Roberto Dotti, Marco Beretta, Fausto de Stefani, Federico Wilhelm, Alessandro Zuzic Tsering Dorje, oltre ai bresciani Pierangelo Gramignola, Nico Bonometti, Ottavio Tommasini e altri ancora. Le opere donate saranno in vendita per contribuire alla raccolta fondi.
Sarà possibile inoltre immergersi nella spiritualità orientale praticando yoga e ascoltando sessioni di meditazione con campane tibetane.

Per partecipare alle cene, assistere alle sessioni di yoga, meditazione e suono delle campane tibetane, accedere alle conferenze, è necessario prenotare chiamando allo 030 2004224 oppure scrivendo a info@castellomalvezzi.it.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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