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Vino

Italia in rosa è decollata

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Ore: 06:00 | giovedì, 7 giugno 2012

«Italia in rosa», alla quinta edizione, finalmente decolla proponendo una convincente gamma di vini rosati italiani di qualità (e una piccola ma qualificata rappresentanza francese). Dal 2012 è davvero Italia in Rosa; gli anni scorsi era piuttosto un «Garda in rosa» con i Chiaretti delle due sponde del lago e pochi ospiti non sempre indimenticabili. Gli appassionati hanno risposto in modo massiccio e competente, segnando anche in questo un bel salto di qualità. Ma la riflessione che è emersa dal convengo di domenica (anche quello finalmente utile e non decorativo come tanti convegni coincidenti con le fiere) ha sbattuto il debuttante consorzio Valtenesi davanti ad un bivio. Si dovrà decidere, dopo aver promosso il territorio Valtenesi, quale vino lo rappresenti e cioè se il rosato Chiaretto o il rosso Valtenesi.

Entrambe i vini sono in gran parte figli dell'uva di Groppello, ma sono evidentemente destinati a consumatori diversi e ad occasioni di consumo diverse. Detto che in Valtenesi pochi hanno voglia di scegliere (con molti che guardano con cautela persino alla nuova doc), se ne desume che il successo di «Italia in rosa», unito al boom produttivo di bottiglie di Chiaretto, sia a questo punto imbarazzante. Il rischio di far la fine del medioevale "asino di Buridano" è lì dietro l'angolo anche se non è proprio immediato.
Cominciamo dal cambio di marcia della rassegna. Ventisette aziende con Chiaretti bresciani tra Valtenesi (14) e Garda Classico, più quattro della doc Garda a confronto con 20 Bardolino Chiaretto, ma con presenze importanti di Salento, Cerasuolo d'Abruzzo, Alto Adige, Calabria, persino di Marche, Veneto e Piemonte. Non è mancata la pattuglia della Franciacorta, che ovviamente a Moniga è comprimaria. Sei aziende Provenzali di punta hanno onorato la rassegna. Il tutto a riprova che il rosato si può ricavare da qualsiasi uva rossa, salvo poi verificare se il risultato vale la candela. Una occasione di confronto unica, tanto più che la qualità si è confermata in costante crescita. Il passo ulteriore è quello di portare a Moniga anche gli operatori, cioè gli affari. Il prolungamento al lunedì riservato agli addetti ai lavori non ha funzionato, ma era anche la prima volta.

In compenso il pubblico è apparso assai più consapevole. I numerosi sommelier Ais si sono trovati davanti a visitatori informati, con la loro lista di assaggi preparata a casa, avidi di informazioni. Il cambio di marcia richiederà in prospettiva una più intensa presenza di produttori, ma è comunque un bel segnale che ci convince di più del boom di presenze (quasi 3 mila) concentrate al sabato.

Ma veniamo al successo «imbarazzante». La lezione è venuta dalla Francia con l'intervento di Rocque Pertusa, un signore che deve gestire le strategie di 150 milioni di bottiglie l'anno di rosato della Cote de Provence. Pertusa lo ha detto chiaro: si deve proporre una sola tipologia di vino. A loro è andata bene perché il rosato è il 92% del loro prodotto e va in tutto il mondo.

Anche per loro, 20 anni fa, il rosato era un «giocattolo». La forte domanda di rosati in Francia (dove si beve più rosa che bianco) ha agevolato la scelta. Carlo Alberto Pannont (il direttore di Riccagioia) ha messo sul tavolo la sfida: vendemmia 2012 con il 50% di Chiaretto nella produzione della Valtenesi. Oggi il Chiaretto (che pure il 5 anni è passato da 480 mila a 1,3 milioni di bottiglie come ha ricordato Sante Bonomo) copre il 25% della produzione.

L'ospite francese ha detto un altro paio di cose importanti: si deve puntare ad incrementare, oltre ai volumi, il valore aggiunto che è figlio in gran parte dell'immagine. Altra ovvietà importante: i margini per il vignaiolo si fanno con la vendita diretta in cantina, con la grande distribuzione i margini sono all'osso. Quindi enoturismo. Su questo i gardesani sembrano essersi ridestati, anche se, ammette Paolo Rossi, presidente Federalberghi Lombardia, si parte da sotto zero. Ma i margini per migliorare sono enormi.

Gianmichele Portieri

Giornale di Brescia su