Dal punto di vista formale è tutto a posto. Il parlamento ha approvato all'unanimità o quasi il 18 dicembre e il 31 gennaio scorso la legge è andata in Gazzetta Ufficiale. Quindi è in vigore. Invece no, l'Unione europea ne ha chiesto la sospensione fino al 22 novembre prossimo in attesa di «chiarimenti». Cioè se l'Italia applica una sua legge del Parlamento, scatta una procedura di infrazione. Stiamo parlando della cosiddetta legge «salva olio» nata con l'appoggio delle organizzazioni agricole (ma non quello delle industrie olearie). Malgrado il blocco, molta informazione ha dato per scontato che le iniziative di sequestro di olio non in regola siano il frutto della nuova normativa. Si sono invece applicate le norme precedenti.
La legge, ottima ed estremamente garantista per il consumatore e per i produttori onesti, è stata sospesa dall'Ue essenzialmente per due motivi. Il primo è la bassissima percentuale di etil esteri e metil esteri nell'olio. Una percentuale che l'olio importato evidentemente fatica a rispettare. L'altra obiezione, più formale, riguarda il valore legale delle prove di assaggio. Secondo l'Ue c'è la possibilità che questi gruppi di assaggiatori siano in realtà legati ai produttori. Ma proprio questa è la rivoluzione copernicana: dare valore di prova all'analisi sensoriale (già prevista). Un'idea che, portata fuori dal mondo dell'olio, darebbe ben maggiore garanzie di qualità rispetto alle prove di laboratorio.
In generale la legge prevede un inasprimento delle sanzioni per chi fa dichiarazioni bugiarde in etichetta. L'impatto più visibile è l'obbligo ribadito che nei ristoranti si possano portare in tavola solo bottiglie di olio etichettate e con tappo che ne impedisca il riempimento. Ma su questo ultimo punto l'Ue è d'accordo. Soltanto che ha i suoi tempi. E poi ha alle calcagna le lobby dell'olio.
Sullo sfondo ci sono solide ragioni di carattere economico. Produrre un kg di olio in Italia costa nel centro nord almeno 5,90 euro (sul Garda quasi 10 euro), 3,53 euro in Puglia e poco meno in Calabria. È chiaro che l'olio importato attorno ai due euro crea una concorrenza insopportabile.
Europa: sospensa la legge che valorizza la qualità

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