Cucina

Cresce il consumo mondiale, in Italia si beve meno

La buona notizia nel mondo globale del vino c'è, anche se è immediatamente seguita da un'altra notazione meno positiva e che, purtroppo ci riguarda più da vicino. La buona nuova è che l'anno scorso, ovvero nel 2012, nel mondo si è bevuto più vino rispetto all'anno prima. Ripartono quindi i consumi dopo un periodo preoccupante di stasi, anche se in maniera timida e senza tornare ai livelli pre-crisi.
Non è un boom, ma il segnale, come detto, c'è e non a caso viene subito registrato dall'Oiv, l' Organisation internazionale de la Vigne et du Vin, che attribuisce la nuova spinta al gradimento dimostrato dai consumatori americani e cinesi.
Nel 2012 i consumi mondiali di vino si sono attestati a quota 245,2 milioni di ettolitri, in crescita di 1,4 milioni di ettolitri rispetto al 2011 (+0,6%). In Europa però non si è bevuto di più rispetto all'anno prima: è soprattutto fuori dei confini europei, dice infatti l'Oiv, che l'evoluzione appare positiva, fortemente sostenuta dagli Stati Uniti e dalla Cina, dove si annidano i nuovi «winelovers».
I cinesi l'anno scorso hanno consumato il 9% di vino in più mentre gli Usa si attestano a 29 milioni di ettolitri, in crescita dl 2%. La produzione globale tuttavia è fiacca (sfiora i 251 milioni di ettolitri), in particolare in Europa a causa soprattutto dalla riduzione dei vigneti e dalle cattive condizioni meteo.
«I dati 2012 confermano la battuta d'arresto dell'arretramento dei consumi, senza tuttavia ancora ritrovare il ritmo di sviluppo della domanda mondiale prima della crisi», sottolinea l'Oiv. Le esportazioni sono rimaste stabili a 101,4 milioni di ettolitri e l'Italia si conferma primo esportatore in volume con 21,5 milioni di ettolitri, seguita dalla Spagna a 19,1 mln/ettolitri, e dalla Francia 15 mln/ettolitri, che mette a segno però un forte aumento (+6%).
La notizia meno positiva viene invece proprio dalle tavole italiane. Nei bicchieri degli italiani sono stati versati infatti 40 milioni di litri di vino in meno rispetto al 2011. L'Italia dunque è in controtendenza come ha fatto subito notare Coldiretti.
Oltre alla produzione 2012 in calo, i consumi di vino degli italiani sono scesi del 2% per un valore di 22,6 milioni di ettolitri, molto vicino a quello di 21,5 milioni di ettolitri in export del primato enologico Made in Italy nel mondo. Una posizione competitiva importante, mentre si sta profondamente modificando la mappa internazionale della domanda di vino».
«Negli Stati Uniti il vino italiano - sottolinea la Coldiretti - supera lo storico tetto di un milione di euro in valore, con un aumento del 6%, mentre un incremento a due cifre si registra in Cina, dove le bottiglie tricolori stanno conquistando sempre più spazi di mercato (+17 per cento, da 66 milioni a 77 milioni)».
Ma è l'intero continente asiatico a rivelarsi terra di conquista per i prodotti tricolori, con un aumento netto del 20 per cento. L'identikit dei nuovi winelovers viene tracciato da Winenews: i cinesi adorano le griffe e inseguono l'idea di status symbol e lusso, i brasiliani amano sperimentare, mentre i russi sono disposti a spendere grosse cifre.
 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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