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Altri due bresciani tra i devoti della birra Orval

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Ore: 10:51 | giovedì, 9 febbraio 2012

Si tratta di una birra molto particolare, non fosse che per il lungo affinamento, ed ha i suoi estimatori (stavamo per scrivere i suoi «devoti») anche nella nostra provincia. A fine dicembre nel profondo sud del Belgio, nel salone delle cerimonie dell'Abbazia di Orval, due locali di Brescia sono stati nominati Ambasciatori della birra trappista di Orval per il 2012 insieme ad altri 16 locali italiani. Sono «La taverna di Paola» in via Milano a Brescia con Ivan Casanova e «Tango et Chet» di Calvisano con Massimo Tononi (nella fotografia). Si vanno ad aggiungere a Sebastian Treccani di Seba's drink di Montichiari che è stato il primo degli ambasciatori di casa nostra.

La birra d'Orval è une delle sette birre trappiste al mondo che ancora oggi viene prodotta dai monaci belgi nell'omonima abbazia. È una delle rare birre al mondo dove i tempi di produzione vengono rispettati come secoli fa. Dal colore ambrato con riflessi aranciati, servita nel suo bicchiere a calice aperto, ha una schiuma candida e compatta oltre che abbondante. Va servita ad una temperatura quasi ambiente, per apprezzare i profumi di lievito e luppolo. Se bevuta prima dei canonici 7 mesi, offre dei profumi erbacei e di frutta esotica, mentre se servita dopo 12 mesi gli aromi sono più maturi e si sentirà il bruciato del pane e la frutta di mela e pera cotta. Il suo retrogusto è amarognolo, tanto di essere denominata la Chardonnay delle birre. Di gradazione piuttosto sostenuta è decisamente da pasto o da meditazione, ma non a stomaco vuoto.

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