Nuove assunzioni per il 15,5% delle imprese bresciane nel corso del 2010. È quanto emerge dalla lettura dei dati del Sistema informativo Excelsior sull'evoluzione del mercato del lavoro in Italia, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro. Saranno, soprattutto, le imprese con oltre 50 dipendenti nei settori degli alberghi ristoranti, public utilities e servizi finanziari ad assumere nuovo personale. «Nel complesso - spiegano dalla Camera di Commercio di Brescia - i dati relativi alle nuove assunzioni, in linea con quelli nazionali e regionali, sono testimonianza di uno scenario economico che sta ancora scontando gli effetti della crisi».
Meno contratti a tempo indeterminato
In termini assoluti, sono previste 16.550 nuove assunzioni in provincia di Brescia, a fronte di 21.940 uscite con una perdita di 5.400 nuovi posti rispetto al 2009. Il saldo occupazionale risulta pari a -1,7%, contro al -1,6% regionale e al -1,5% italiano. L'analisi per tipologia contrattuale mostra, in linea con gli anni precedenti, una diminuzione dei contratti stabili: le assunzioni a tempo indeterminato, calcolate sul totale delle assunzioni non stagionali, passano dal 46,3% al 44,6% rispetto all'anno scorso.
Diminuisce anche la percentuale di assunzione di giovani con meno di 30 anni, che passa dal 39,8% del 2009 al 35,1% attuale, così come quella di assunzioni di personale immigrato, che scende dal 29,3% del 2009 al 21,3% del 2010. Aumentano le assunzioni di personale senza esperienza specifica, dal 43,1% dell'anno scorso al 47,4% odierno e quelle part time, passate dal 20,5% al 25,2%. Segno meno anche per le assunzioni considerate di difficile reperimento (dal 28,2% al 23,1% del totale delle assunzioni).
Per quanto riguarda la tipologia di inquadramento professionale, le aziende bresciane assumeranno nel 26,5% dei casi nelle professioni commerciali e nei servizi, seguite dalle professioni tecniche (21,8% delle nuove assunzioni) e dagli operai specializzati (15,3%). Il titolo di studio maggiormente richiesto sarà il diploma di scuola media superiore (42,8% dei casi); il diploma di laurea sarà richiesto al 14% dei nuovi assunti. In pratica, il mercato bresciano cerca un laureato ogni tre diplomati.
Le figure di difficile reperimento
A livello nazionale, si osserva da un lato all'aumento del tasso di disoccupazione (8,7%), dall'altro alla permanenza di alcune figure professionali considerate «di difficile reperimento», ben 34, per un totale di 150mila posti. C'è chi cerca lavoro e non lo trova, ma anche chi offre un posto di lavoro ma non trova il lavoratore da assumere. «Il forte disallineamento tra domanda e offerta è un paradosso tutto italiano» commenta il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. «Paradosso che i giovani devono superare con una formazione allineata alle richieste del mercato».
Difficoltà si incontrano nel rintracciare i dirigenti, le professioni scientifiche ad elevata specializzazione, ma anche gli operai specializzati. A livello numerico, la richiesta maggiore resta quella di infermieri (4.500 assunzioni previste metà delle quali introvabili, soprattutto in Lombardia), ma anche addetti al marketing, farmacisti, informatici, commessi e agenti di vendita. Nei lavori di tipo artigiano, le piccole imprese trovano con difficoltà montatori di infissi e fabbri, parrucchieri e aiuto-parrucchieri, pavimentatori, meccanici di autoveicoli e idraulici.
L'invito del ministro Sacconi alle famiglie è quindi a «optare per scelte formative dei figli basate su informazioni corrette e non convenzioni sociali». Il rapporto Excelsior segnala la disponibilità delle imprese ad assumere giovani (55% delle assunzioni programmate), ma più i neo-diplomati (57,1%) che non i neo-laureati (51,8%). Tra le Facoltà, le assunzioni si concentreranno verso Ingegneria, che supera Economia e diviene il titolo più richiesto.