GDB Lavoro
+10 min. +13 max
+11°C
+13°C

RICERCA SKILL

I giovani bamboccioni nel mercato delle illusioni

Stampa l'articolo
brescia_331
Ore: 06:00 | lunedì, 7 maggio 2012

Il rapporto tra i giovani ed il lavoro. Un tema dalle mille sfumature che la società Skill ha cercato di approfondire grazie all'impegno di Azzurra e Sabrina, due tirocinanti dell'importante società che si occupa di «risorse umane», sia sul fronte della ricerca, che della valorizzazione e potenziamento di chi in azienda già ci lavora. È stato anche avviato un sondaggio on-line ( link: http://skillrisorse.polldaddy.com/s/giovani-lavoro) rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 ed i 32 anni con lo scopo di approfondire alcune variabili legate al lavoro. Ecco una sintesi, o meglio alcuni punti del lavoro dal titolo (senza dubbi interpretativi) «I giovani bamboccioni nel mercato delle illusioni».
«Il tema dell'occupazione giovanile è oggi un argomento di particolare attenzione. In questo periodo il mondo della politica sta individuando leve e strumenti atti a facilitarne l'ingresso nel mercato del lavoro. Spesso però si parla di giovani senza dar loro la parola… Noi ci siamo chiesti che cosa pensano, come vedono il loro futuro professionale. Posto fisso che passione! Rispetto al contesto economico, una recente ricerca scientifica ha messo in evidenza come la sicurezza e la stabilità del posto costituiscono ancora oggi gli elementi più attrattivi in un lavoro per la maggioranza dei giovani italiani tra i 18 e i 34 anni. Questi orientamenti sono confermati dall'84% dei giovani che preferisce un lavoro sicuro anche se meno redditizio piuttosto che un lavoro meno sicuro con più prospettive di reddito. Inoltre meno del 4% cita come elemento più importante la possibilità di fare carriera ed esprimere le proprie capacità. Questa tendenza è stata rilevata anche nel VI Rapporto dell'Istituto IARD sulla condizione giovanile in Italia, in cui è emerso come per la maggioranza dei giovani italiani la dimensione legata alla carriera e al prestigio non sembra fare eccessiva presa. Possibili fattori determinanti di questa tendenza possono essere rintracciati non solo nell'aspetto economico ma anche in quello valoriale che caratterizza il nostro Paese. Infatti, nella scala dei valori dei giovani troviamo al primo posto la famiglia (87%) .
Si verifica, inoltre, al crescere dell'età, e quindi del bagaglio conoscitivo inerente il mondo del lavoro, il passaggio da una rappresentazione del lavoro come espressione delle proprie capacità, passioni ed aspirazioni ad una rappresentazione maggiormente strumentale finalizzata all'acquisizione di risorse economiche e di sicurezza.
Ci pare che questa predilezione sia sostenuta e influenzata da rappresentanti istituzionali che orientano le scelte dei giovani verso percorsi di studio ed indirizzi più appetiti dal mercato del lavoro (con il rischio di penalizzare l'espressione di attitudini ed inclinazioni personali). Meritocrazia o Egualitarismo: Cosa ne pensano i giovani al riguardo? Una ricerca condotta dalla fondazione Nord-est per il Sole 24 ore, evidenzia dati interessanti rispetto al contesto culturale in senso ampio. E' riconosciuto dalla maggioranza dei lavoratori che in una società sia giusto che vi siano per tutti uguali opportunità di partenza sul lavoro e che poi ognuno debba darsi da fare da sé».

Giornale di Brescia su