Apprezzamenti a Roma per il primo "Festival della Letteratura di Viaggio", idea nata dalle mente fervida dei titolari della "Libreria del Viaggiatore" di Roma (Via del Pellegrino 78) in stretto matrimonio con la Società Geografica Italiana che l'ha ospitato nella sua splendida sede di Palazzetto Mattei, sito all'interno di Villa Celimontana (parco del '500, oggi pubblico, sul colle del Celio).
Da li, il Festival - come la piovra che si è avvinghiata al "Nautilus" di Capitan Nemo, il sottomarino che viaggiava sotto i mari - si è esteso al Palazzo delle Esposizioni di Via Nazionale per rendere omaggio al viaggiatore per eccellenza della cinematografia italiana, a Folco Quilici (premiato per l'occasione con il premio "Navicella d'Oro" alla carriera) di cui sono state proiettate dieci opere importanti.
Dal primo filmato, la "quadrilogia" dei Mari del Sud visti nell'arco di ventenni (Fratello Mare, 1951/1976), ad altre pellicole che hanno segnato (e fatto sognare) le vite delle giovani generazioni di allora, che emergevano dai disastri della guerra - come "Sesto Continente" (1952/1954), "Ultimo Paradiso" (1955/56), "Tikoyo ed il suo pescecane" (1960/61), fino ai recentissimi "L'Impero di Marmo" (2004) e "Hierapolis" (2008), antica città greca, romana e cristiana costruita in cima al "Castello di Cotone" (da cui prende il nome la moderna città di Pamukkale, nella Turchia sud-occidentale), un film arricchito da spettacolari ricostruzioni virtuali di palazzi, terme, teatri ed opere scultoree riportate alla luce negli scavi.
Il salvataggio di Firenze
Mancavano dalla rassegna opere come "L'Italia vista dal Cielo" (a cui collaborarono autori, per citarne alcuni, come Calvino, Sciascia, Silone, Praz, Rubbia) o i tre film sui "Mille giorni di Firenze" dedicato all'epopea di quanti hanno contribuito all'opera di salvataggio di Firenze all'indomani dell'alluvione del 4 novembre 1966, e tanti altri lavori della sterminata filmografia quiliciana, ma la tirannia del tempo e dello spazio hanno fatto molte vittime. La motivazione del riconoscimento della "Navicella d'Oro" (dalla fontana che adorna la piazza antistante Villa Celimontana), vuole premiare oltre mezzo secolo di attività professionale ai quattro angoli del globo del "cineasta-viaggiatore" Folco Quilici, geniale testimone della "società umana del passato e del presente".
Ancora il Palazzo delle Esposizioni ha messo a disposizione il suo "Spazio Fontana" per una mostra fotografica, perché il Festival sulla Letteratura di Viaggio non poteva certo dimenticare l'icona del grande viaggiatore del secolo XX, Bruce Chatwin. Antonio Politano ha presentato così la mostra "In Australia sulle tracce di Bruce Chatwin, 20 anni dopo "Le Vie dei Canti"", arricchita da una serie di foto storiche degli album "Australia" dell'Istituto Geografico Italiano
Viaggiatori nel cuore dell'Asia
Un momento fondamentale del festival è stata la presentazione a Palazzetto Mattei della mostra fotografica "Viaggiatori fotografi nel cuore dell'Asia" con immagini di Jules Brocherel (1871/1954), studioso valdostano che ha partecipato alla spedizione del Principe Scipione Borghese nel Tien Shan (Cina), di Giotto Dainelli (1878/1986), geografo e geologo che nel 1913/4 partecipò alla spedizione De Filippi nell'Himalaya e nel Karakorum e poi nel 1930 organizzò una sua spedizione in Tibet e Ladakh, e di Fosco Maraini, etnologo ed orientalista, che nel 1948 fu al fianco di Giuseppe Tucci in Tibet.
Le loro fotografie sono documenti di fondamentale interesse non solo iconografico ma anche per il carattere sociale e di memoria di un mondo scomparso. Qui si possono ricordare solo alcuni scatti celebri come il "Guado dell'Inghilchek" (Brocherel, 1900), il "Passaggio di un fiume sul Siàcen" (Dainelli, 1930) e la più celebre di tutte le foto esposte, la bella "Pema Choki Namgyal nei pressi del passo Natu sui confini tra Sikkim e Tibet" (Maraini, 1948).
Ma la quattro giorni del "Festival della Letteratura di Viaggio" oltre al cinema ed alla fotografia, ha voluto tratteggiare la rappresentazione ed il racconto del mondo in viaggio anche attraverso libri, musica, reportage e geografia.
Hanno partecipato ai diversi colloqui ed incontri scrittori ed editori che del viaggio hanno fatto un momento importante della loro vita personale, privata e/o professionale, da Vincenzo Cerami ad Ettore Mo, da Paolo Rumiz a Angela Terzani, moglie del grande giornalista e viaggiatore Tiziano Terzani.
L'evento ha fornito anche l'occasione per prendere in esame le varie rassegne (poche invero, nel panorama un po' inflazionato delle molte letterarie) che affrontano la "dimensione dell'andare" e il tema del viaggio, ognuna delle quali è caratterizzata da una sua impronta, che sia giornalistica o documentaria, fotografica o letteraria. Si è parlato così del "Premio Chatwin - Camminando per il mondo" (Genova), del "Premio Terzani" (Udine), del "Milione" (Pisa) e dell'"Albatros" di Palestrina.
La rete in... vacanza
Il Festival romano non poteva non affrontare il mondo della rete. Infatti, quelli che erano i taccuini e diari di viaggio d'antan si sono oggi trasformati in blog. Nell'ottica degli organizzatori l'incontro a Villa Celimontana aveva tra gli obiettivi quello di riunire e di dare voce per la prima volta - e questo ovviamente off line - a quanti hanno in comune la passione del viaggio e del web e che finora "si sono ritrovati soltanto nelle piazzette virtuali della blogosfera". Precursore di questo personale viaggiare nell'etere è il blog al femminile della giornalista Marina Misti, dal titolo "Donneconlavaligia", che accoglie una comunità di viaggiatrici e di bloggers che scrivono da varie città del mondo.
Massimo S. Baistrocchi