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Un unico sistema di sicurezza e intervento


Lettere al direttore
8 gen 2015, 14:00
Senza preoccupazione: come esserlo da cittadino se il sistema stesso non è libero da preoccupazioni? La percezione e la realtà. I dati e la spannometrica. In mezzo a ciò vi è il cittadino. Confuso. Cosa non funziona in Italia per questa tematica? Un sistema di sicurezza e soccorso pubblico evoluto a partire dal coordinamento. Coordinamento di cui devono essere detentori e gestori gli enti istituzionali che si occupano di tale materia. E dai quali, insieme, deve ripartire una revisione epocale. Coordinamento che deve assumere concettualmente i principi di Public Safety e Homeland Security. Pubblica sicurezza e sicurezza del territorio. E nel territorio vi è un percorso vitale che tocca tutti gli aspetti di una persona. Si deve ripartire da una unica struttura di coordinamento unico e integrato. Al cui interno devono lavorare uniche istituzioni. Una unica istituzione di polizia, una unica Istituzione di soccorso tecnico urgente, una unica istituzione di soccorso sanitario, una unica istituzione di Protezione civile. Il tutto altamente professionale. E il tutto insieme. Preparati, competenti, pronti e disponibili con continuità a dare non solo una risposta (quindi non tante, diverse, duplicate, frammentate) al cittadino, ma una completa risoluzione a 360° del bisogno del cittadino stesso. Con annessa messa in opera di tutta la previsione e prevenzione agendo trasversalmente mediante una condivisione «genetica» di metodi e procedure non diseguali. Molti fraintendono il termine Spending Review: revisione della spesa. Non elimino nulla e non aggiungo nulla ma semplicemente rivedo ciò che ho per migliorare allo stesso costo. Non significa rimuovere servizi territoriali per il cittadino. E soprattutto quelli che devono garantire a un Paese di essere evoluto. La prima risposta. Che deve essere vicina, rapida, ed efficace. E a seguire la ripresa e il ripristino. La tendenza a pensare e progettare, oltre che realizzare in modalità «macro», ha in sé il rischio di perdere e distruggere realtà sociali, economiche e relazionali. La realtà di tale rischio potrebbe portare a disordini della sicurezza, già insicura al suo interno. Sicurezza intesa in ogni ambito della vita evolutiva del cittadino. Un’Italia nata e basata sui comuni non può passare a una realtà basata sul gigantesco. Revisione della spesa? Troviamo una soluzione di mezzo. I territori e le loro caratteristiche. Trovo consenso nel lavoro svolto dalla società geografica italiana sul riordino amministrativo dello Stato. No macro, no mini. E nemmeno uno spanno-metrico ridisegno di confini. Ma una valutazione interiore dei territori e delle loro affinità. Per risolvere le crisi in un sistema, occorre pensare, progettare e agire con il metodo inverso di quello che ha portato alla crisi. Se ora il sistema sicurezza è in difficoltà perché variegato e ulteriormente frammentato, proviamo a ripensarlo al contrario. Senza aggiungere nulla. Profetici furono i padri fondatori dell’Europa: capirono che un sistema forte è basato sulla uguaglianza e non sulla diversità e frammentazione. Marco Torriani Castegnato

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