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AGGRESSIONI

La brutalità umana e il miglioramento dei nostri geni


Lettere al direttore
21 apr 2017, 14:00

Non esiste il raptus c’è la brutalità primitiva (così la legge lo psicologo Giuseppe Maiolo): «... gli aveva chiesto una tirata dallo spinello che stava consumano, costui risponde: ma cosa vuoi che non ti conosco! Ne sorge una lite improvvisa per quel rifiuto a quella tirata e da un semplice apprezzamento alla fidanzata di chi stava fumando dove costui gli sferra un pugno sul naso, l’intruso sanguinante si allontana per breve tempo, si procura un coltello ritorna sul luogo del diverbio e glielo infila nell’addome che si accascia e dopo breve tempo cessa di vivere». È opinione diffusa nel giudicare casi simili: «un momento di raptus», ma per lo psicologo Giuseppe Maiolo ( da un recente articolo sul nostro quotidiano) non esiste il raptus improvviso, c’è la brutalità primitiva, siamo ancora quelli della pietra e della fionda, c’è l’immutabilità della natura umana sempre uguale a quella dell’uomo primitivo che sia il branco o il singolo cioè l’incapacità di gestire le pulsioni e i sentimenti, il mondo degli istinti selvaggi che non si sono addomesticati e chi più ne ha più ne metta, potremmo andare avanti su questa china... Dobbiamo mettere in conto che questo giovane, ahimè purtroppo gussaghese, non si trovava al pieno della propria serenità mentale sembra, sotto l’effetto di qualche bicchiere in più oppure qualche cosa d’altro stante il fatto che era così importante quella aspirata da quel tipo di fumo. Comunque, al di là delle piccole imprecisazioni sta di fatto che si è rovinato la vita oltre quella della sua famiglia senza contare la famiglia della vittima. Rispetto al giudizio dello psicologo Maiolo io dico: siamo ancora davvero quelli di allora? Potremmo anche esserlo ancora quelli dall’ora ma esistono anche ampie possibilità di migliorarci. Ci sarà ancora tantissima strada da fare perché con l’evolversi della civiltà (speriamo sia vero) i geni imparano a comportarsi bene o male a seconda dei segnali che gli mandiamo con il nostro stile di vita. I geni non si comportano in maniera immutabile nei secoli ma imparano, come ripeto, dai segnali che gli inviamo e sanno adattarsi a questi segnali in maniera abbastanza veloce. Sarà un mio gratuito ottimismo ? Saranno i posteri a giudicare.

// Loris Menghini

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