HANNOVER
In Germania per respirare il profumo della ripresa
(Germania)Dall'aeroporto di Hannover al centro fieristico ci vogliono poco più di una ventina di minuti. Non c'è bisogno di navigatore, basta seguire le indicazioni dei grandi tabelloni digitali; non ci sono code alle uscite: un collaudato sistema antitraffico inverte all'occorrenza il senso di marcia delle carreggiate, per qualche ora le corsie viaggiano tutte nella stessa direzione favorendo il deflusso. Ecco perché per un italiano l'Hannover Messe - la più grande fiera mondiale dedicata alla tecnologia industriale e all'innovazione - inizia quando metti piede fuori dal portellone dell'aereo.
Siamo in Germania. Qui la crisi è alle spalle da mesi. A dirlo non sono i bollettini statistici, ma gli imprenditori bresciani che abbiamo incontrato tra i padiglioni delle 13 fiere in corso fino all'8 aprile. «Come sta andando? Nel primo giorno di fiera abbiamo avuto tre contatti interessanti: un'azienda tedesca, una francese ed una indiana. Due hanno probabilità di trasformarsi in qualcosa di concreto». Alessandro e Riccardo Mingardi guidano la Oleomec di Provaglio d'Iseo, società specializzata in lavorazioni meccaniche di precisione (azienda fondata da Gianfranco Mingardi, 40 dipendenti, un fatturato di 6 milioni). L'estero rappresenta solo tra il 6 e l'8 per cento fatturato, ma è diventato strategico nell'ottica della crescita dell'azienda che a fine 2008, proprio all'inizio della grande crisi, aveva ampliato lo stabilimento. «Siamo pronti per crescere all'estero - spiegano i Mingardi -. Lo scorso mese abbiamo partecipato al Mid Est di Parigi e andò bene, un contatto importante si è trasformato in ordine. Il 2011? È buono, nei primi 3 mesi registriamo un incremento del 50%».
Sono 41 le aziende bresciane presenti alla Hannover Messe, 16 le pmi accompagnate da Pro Brixia, azienda speciale della Camera di Commercio. Tra queste la Mario Fernando di Lumezzane Gazzolo, specializzata nella realizzazione di stampi e deformazione a freddo del metallo (20 dipendenti, 2,5 milioni di fatturato, per la metà fatto all'estero). L'azienda, che grazie alla propria flessibilità non ha risentito della crisi, è oggi guidata dai fratelli Michele, Alberto, Giovanni e Ignazio. «In questi anni abbiamo partecipato a molte fiere internazionali, Hannover, Bilbao, Milano e l'estero ha sostituito progressivamente i clienti italiani», spiega Michele Fernando. La scommessa è rappresentata da una serie di oggetti per la casa di alto design e la creazione del marchio «Mario Fernando Il Laboratorio». I pezzi, presentati in anteprima ad Hannover saranno commercializzati dal prossimo autunno.
«Consolidare e crescere». Questo l'obiettivo che si è dato Matteo Micheli, brillante sales manager della «Garneri Stamperie» di Faidana di Lumezzane (40 dipendenti, 10 mln di fatturato, 1.000 tonnellate di ottone lavorate ogni mese). L'azienda venne fondata nel 1965 da Lanfranco Garneri ed oggi è guidata dai figli Oscar e Marisa. «Nella prima giornata di fiera abbiamo raccolto l'interesse di due società inglesi. Speriamo maturi anche l'ordine».
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