domenica 19 maggio 2013
Dall'università

La tesi di laurea di Giuliana e Federica diventa una nuova moka Bialetti

Ore: 06:00 | venerdì, 8 aprile 2011

La creatività e l'intuizione giusta per condurre in porto il binomio tra tecnologie all'avanguardia e buona resa economica. Federica Montresor e Giuliana Mormone, neo laureate in Disegno Industriale alla Facoltà di Ingegneria per la loro tesi, relatrice Annalisa Pola, hanno progettato una moka in alluminio per piani a induzione. Il prototipo è stato realizzato gratuitamente dalla Malco, azienda di Manerbio.
Le due neolaureate hanno avuto un partner d'eccezione, Bialetti Industrie, marchio noto per la produzione di caffettiere e pentolame. Se l'idea di realizzare una moka in alluminio di dimensione media, ovvero a tre tazze, con fondo in acciaio che funzionasse su tutti i piani a induzione e fosse competitiva sul piano economico - ci sono già caffettiere con fissaggio in acciaio per l'induzione ma sono a sei tazze, misura poco «maneggevole» per la famiglia media, e hanno costi di produzione piuttosto alti - è delle due studentesse, Bialetti, come ricorda Federica, ha dato loro «gli input iniziali sui quali ci siamo basate per portare a termine il progetto. Con l'azienda è stata firmata una collaborazione che ha previsto revisioni in cui mostrare i progressi del nostro lavoro. Bialetti ha poi effettuato un'analisi dei costi per valutare quale sarebbe un possibile prezzo di lancio per un progetto di questo tipo». Federica e Giuliana spiegano i motivi che tradizionalmente fanno lievitare i costi nella produzione di caffettiere per i piani cottura a induzione: «Attualmente le tecniche di applicazione del disco in acciaio alla moka in alluminio sono alti e inoltre ad oggi era difficile attivare l'induzione con basi della caffettiera di dimensioni medie».
La sfida delle due neo laureate è stata perciò progettare un prototipo di moka a tre tazze che andasse bene su tutti i piani a induzione, con una linea che richiamasse i tradizionali modelli Bialetti a un prezzo competitivo. «L'idea - aggiungono - era lasciare una riconoscibilità di base del prodotto. Abbiamo studiato un fondo in acciaio da applicare alla caldaia pressocolata, per attivare il processo elettromagnetico. Alluminio e acciaio presentano difficoltà nella saldatura, ma la tecnologia che noi abbiamo utilizzato permette di usare i macchinari già presenti in azienda, contenendo i costi».
Il prototipo progettato ha un prezzo competitivo. Il possibile prezzo di lancio, se un giorno la moka verrà messa in produzione secondo la stima di Bialetti, è di 30 euro.

Paola Gregorio