Sono Fabio Levi, Giordana Ragni e Giada Razzini, i tre studenti del Laboratorio di ingegnerizzazione del Corso di laurea in Disegno industriale di Brescia, che hanno realizzato il lavoro migliore. Hanno raccolto la sfida lanciata - ai trenta studenti del corso - dalla Ravelli Srl, azienda di Palazzolo specializzata nella produzione di stufe e caminetti, e reinventato lo sportello di una stufa a pellet già in produzione. «I ragazzi ci hanno fornito una serie di idee nuove e soluzioni tecnologiche preziose - dice Mauro Brais, manager del reparto ricerca e sviluppo del gruppo Ravelli - che diventeranno spunti importanti per le nostre future produzioni».
La mini-competizione, conclusa mercoledì con una breve cerimonia, è nata grazie ai rapporti ormai consolidati tra l'azienda di Palazzolo e l'Ateneo (Ravelli già finanzia la borsa per un dottorato di ricerca a Ingegneria). «Quest'anno al modulo del corso dedicato alla fonderia - dice Annalisa Pola, docente di via Branze - abbiamo chiesto ai ragazzi di progettare una stufa in ghisa e coinvolto Mauro Brais della Ravelli, per una lezione su principi di funzionamento, tecniche di realizzazione e vincoli di produzione». Da qui è nata l'idea di chiedere agli studenti un lavoro di riprogettazione. «La vera sfida era essere creativi e originali - ha detto Danilo Cambiaghi, presidente del Consiglio di Corso di laurea di Disegno industriale - pur restando nei vincoli di modelli già in produzione». Nella rosa dei progetti migliori, al secondo posto quello del gruppo di Andrea Cè, Nicola Loi e Elisa Soregaroli; al terzo posto il lavoro di Giorgio Colombini, Debora Poli e Paolo Righetti.
c. r.
Lo sportello della stufa è stato reinventato

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