Sara Ferrari
Dal lavoro di Sara traspare l'entusiasmo, la competenza e lo spirito di iniziativa che lei stessa comunica, incontrandola. Vive a Londra, dove si è trasferita dopo aver concluso gli studi a Machina Lonati Fashion and Design Institute e dove, nel 2009, ha fondato lo studio Sara Ferrari Design, che è già una realtà riconosciuta in ambito internazionale.Ora però “sto seriamente pensando di tornare in Italia – dice -. Forse addirittura a Brescia, dove le aziende con cui potrei collaborare sono di altissimo livello”.
La storia di Sara è fatta di competenza, dicevamo, e di un grande spirito di iniziativa. Arrivata a Londra cinque anni fa, dopo un periodo di collaborazione con rinomati studi di interiors e di design, ha infatti tentato l'avventura di un lavoro tutto suo, basato su mini-produzioni, molte delle quali hanno ricevuto premi e menzioni in consessi di prim'ordine: il Designboom Mart di New York e il Concorso Zanotta -Cristalplant design Contest, per citarne solo alcuni.
PAD - Foto: Sara Ferrari
La sua inventiva è stata riconosciuta e premiata quando ancora era una studentessa bresciana. Per la tesi ha realizzato PAD (Paper Armchair for dreaming), una poltroncina di cartone per bambini, che è anche un oggetto di gioco, con il quale i piccoli possono interagire. “Pad è sata selezionata dal concorso internazionale per l’infanzia di Lissone Playing Design – racconta - ed è stata esposta al Salone del Mobile di Milano, al Museo d’Arte Contemporanea di Lissone e alla Mostra Internazionale dell’Arredamento di Monza”.
Ma, come sappiamo, una buona tesi è di certo utile, ma non sufficiente per costruirsi un futuro da liberi professionisti. E allora come si fa, partendo sola, da Brescia, a conquistare una credibilità professionale? “Bisogna costruirsi una buona visibilità – dice Sara, che ha fatto tutto da sola, con l'aiuto di internet -. E in questo è molto importante la scelta dei siti sui quali promuovere il proprio lavoro”. La sua carta vincente è stata la pubblicazione della Dining Agenda, prima autoproduzione dello studio Sara Ferrari Design, sul magazine on-line Dezeen.
Dining Agenda - Foto: Sara Ferrari
“In poche ore la mia Agenda aveva fatto, virtualmente, il giro del mondo – spiega –. L'articolo su di me si è diffuso, viralmente, in un numero incredibile di blog. Ho ricevuto richieste di interviste e l'invito a partecipare al Designboom Mart di New York. La proposta newyorkese è stata una vera sorpresa per me, perchè per accogliermi hanno fatto uno strappo alla regola, accettando il mio progetto quando la data di ammissione era già scaduta”.
L'agenda da pranzo è un porta tovagliette bisettimanale (contiene 14 tovagliette, una per ogni giorno della settimana), studiata per chi è in continuo movimento. Su ogni tovaglietta, in carta riciclata, c'è uno spazio per le annotazioni che può essere staccato. Nella copertina dell'agenda sono anche sagomate le posate, in legno, disponibili per il pasto. “Quella proveniente da New York è stata una proposta inaspettata – continua – alla quale ho dovuto rispondere rapidissima: ho avuto una sola settimana di tempo per produrre un centinaio di prototipi, che ho realizzato in Italia. Per il taglio laser, in particolare, ha coinvolto un'azienda del nostro territorio: la Lasercom di Collebeato, che peraltro è stata suo partner anche in altre più recenti produzioni.
Vaso YCs - Foto: Sara Ferrari
Ora, dopo aver provato a se stessa e al mondo le sue capacità, Sara è pronta per una svolta: sta pensando di tornare nella nostra città e trasferire qui il suo studio. Sta già, infatti, lavorando in questo senso e gettando le basi di collaborazioni con aziende italiane importanti, con cui al momento sta sviluppando dei progetti. "Il mio interesse nel rientro a Brescia è dato dalle numerose realtà manifatturiere che la città offre, dalle più piccole realtà artigianali – dice - fino ad aziende di importanza internazionale come Flos, che rientra nella top 10 della lista di aziende con cui vorrei collaborare".
Cartolina-calendario
I progetti autoprodotti da Sara Ferrari, sono oggi numerosi e tutti con un'impronta creativa e vivace. Vanno dai vasi di fiori realizzati riciclando barattoli di yogurt, ai post-it che rappresentano i 4 edifici delle gallerie d'arte TATE.
Per non parlare della serie di bracciali che, indossati in diverse combinazioni indicano l'età della proprietaria, o della cartolina che diventa un piccolo regalo (un calendario magnetico) per chi la riceve.
Non meno rilevante, la sua attività nel campo dell'interior design. Per info sulla sua intera produzione, vi invitiamo a visitare il suo sito.
Maria Cristina Ricossa
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