Valtrompia e Lumezzane

Spaccio al parco di Nave, chiuso il chiosco

Blitz dei carabinieri: nel bagno del locale scovate alcune dosi, a casa dei gestori altra cocaina

Un blitz in piena regola quello dei carabinieri l’altro pomeriggio a Nave, al Parco del Garza. I militari del paese hanno agito insieme alle unità cinofile di Orio al Serio, specializzate nell’attività antidroga. Da tempo infatti agli uomini dell’Arma era arrivata la segnalazione da parte di alcuni cittadini di strani movimenti proprio nella zona dei giardini pubblici molto frequentati dai residenti e pure da famiglie con bambini decisi a trascorrere nel verde momenti spensierati e senza correre pericoli di alcun genere. Qualcuno però ha notato dei movimenti sospetti e allarmanti tanto da richiedere l’intervento degli investigatori dei carabinieri

Da qui è partita l’attività di osservazione da parte degli uomini del comandante Stefano Villotta che si è conclusa giovedì, in pieno pomeriggio, quando i militari hanno deciso di intervenire con l’ausilio dei cani antidroga. Il fiuto addestrato dei segugi ha scovato infatti, nascoste nel bagno del chiosco, quattro dosi di cocaina. Ne è seguita una perquisizione in casa della coppia di gestori, un cinquantenne del paese e la moglie colombiana. Qui i carabinieri hanno recuperato altra sostanza stupefacente dello stesso tipo: una cinquantina i grammi che i due avevano a disposizione. Ma non solo. Insieme alla droga c’era materiale per confezionare le singole dosi, un bilancino di precisione, sostanza da taglio e 5mila euro in contanti, frutto, secondo gli inquirenti non tanto dell’introito derivante dalla vendita di gelati o bibite, quanto piuttosto dell’attività illecita dei due.

Cocaina. denaro e materiale vario sono stati posti sotto sequestro, mentre per i gestori del chiosco - che è stato di conseguenza chiuso pur senza esser stato posto sotto sequestro - è scattato l’arresto. «Da tempo avevamo qualche sospetto, ma non avevamo nessuna certezza - spiega il sindaco di Nave, Tiziano Bertoli -. Ma non avremmo mai immaginato una cosa del genere. Più che sul chiosco ci erano stati segnalati strani movimenti in generale e per questo avevamo disposto che anche i volontari e la Polizia locale tenessero d’occhio quell’area verde tra Nave e Muratello, posta proprio vicino al fiume». Il primo cittadino annuncia peraltro che presto contatterà i legali del Comune per recedere dal contratto con i due gestori, così come prevede la convenzione siglata nel 2010 e aggiunge: «Il Comune è parte lesa perché è stata molto danneggiatala sua immagine. Vedremo se potremo agire di conseguenza. Questa vicenda mi ha colpito molto».

Daniela Zorat

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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