Valsabbia
+11 min. +23 max
+11°C
+23°C

duplice omicidio di gavardo

Marco accusato di aver massacrato i genitori

Stampa l'articolo
Alba e Pietro uccisi a mani nude: il servizio Tg di Teletutto
Il video di Teletutto: Gavardeo sotto shock
Il precedente dell'omicidio Donegani: guarda il video
Ore: 20:09 | venerdì, 1 giugno 2012

È accusato di aver ucciso i genitori in un raptus. Prima li avrebbe aggrediti a mani nude. Poi, forse, anche usando un oggetto contundente. Quindi li avrebbe finiti legando loro intorno alla testa sacchetti di plastica chiusi con del nastro adesivo.

Pugni, calci, ginocchiate e gomitate hanno sfigurato i corpi e i volti di Piero e Alba, 65 e 62 anni. Sono tutti colpi consentiti nel "muay thai", l’arte marziale di cui è esperto Marco Antonelli che, per i carabinieri, in questo modo tentava di sfogare la sua aggressività. Una violenza che, nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, nella villetta di Gavardo, il 27enne avrebbe riversata in tutto il suo orrore sui genitori, con i quali da sempre aveva un rapporto problematico e conflittuale.    
  
Ora, dopo indagini complicate, ma brevi e mirate, il 27enne Marco si trova in carcere in attesa della convalida. Nella mattinata di venerdì, dopo un interrogatorio durato tutta la notte, è stato fermato dai carabinieri di Brescia con l’accusa di duplice omicidio. Il 27enne non ha confessato il terribile assassinio di cui è sospettato. Stando al suo legale, l’avvocato Federico Letinic, Marco «capisce di trovarsi in una situazione molto traumatica, sia per il fatto di aver perso i genitori, sia per essere sottoposto ad un procedimento penale. È sconvolto e in stato di shock».     
  
Sono stati due gli elementi chiave che hanno permesso agli investigatori di arrivare alla svolta. Per prima cosa i vestiti che il 27enne indossava la sera di mercoledì, quando i carabinieri della stazione di Gavardo lo avevano portato in caserma dopo averlo beccato a comprare pochi grammi di hashish da uno spacciatore egiziano. Una maglietta azzurra, pantaloni a pinocchietto e scarpe da ginnastica bianche che non sono stati ritrovati dagli investigatori, i quali giovedì hanno scandagliato anche il fiume Chiese per trovare eventuali prove.
Per i carabinieri, il 27enne indossava quei vestiti durante la brutale aggressione e per questo li avrebbe fatti sparire. Poi ci sono le tracce di sangue non visibili ad occhio nudo di cui è disseminata la villetta della famiglia Antonelli: dal piano terra, scena dell’omicidio, portano a quello superiore, dove Marco abitava da solo.
Una pista che, grazie ai rilievi della scientifica, ha portato dritta all’appartamento del 27enne.  
  
Ricostruita a grandi linee la dinamica del duplice omicidio, resta da capire il movente che avrebbe portato il 27enne a uccidere sua madre e suo padre. Sembra ormai certo che in passato c’erano già stati episodi che avevano preoccupato particolarmente i coniugi Antonelli: in un paio di occasioni c’erano stati anche contatti fisici durante i litigi tra il padre e il figlio Marco, che parenti e vicini di casa non hanno esitato a definire solitario, schivo, introverso e taciturno, «strano».
Da un lato, quindi, c’erano due genitori affermati, conosciuti e benvoluti; dall’altro Marco, che non aveva finito l’università, che non aveva un lavoro, che non aveva una normale vita sociale. Nel mezzo c’è un tremendo omicidio.

Giornale di Brescia su
Iniziative editoriali
Almanacco 2013
Almanacco 2013
Motori
Cucina e Sapori